CATANIA. Chi è veramente Roberto Morabito, il personaggio ritenuto dalla Direzione investigativa antimafia “contiguo al clan Santapaola, gruppo di Picanello” finito al centro dell’ultima confisca effettuata dagli uomini Renato Panvino, capocentro Dia, sotto il coordinamento della Procura di Carmelo Zuccaro?
Si tratterebbe di un uomo “socialmente pericoloso”, che avrebbe accumulato un tesoretto da 500mila euro attraverso modalità in corso di verifica. Gli uomini della Dia ritengono che ci sia una sproporzione tra quanto posseduto e i redditi dichiarati.
CURRICULUM CRIMINALE – Nel 1987 viene condannato definitivamente a 3 anni di reclusione per rapina e porto illegale di armi. Cinque anni dopo, nel 1992, viene condannato a 4 anni e 9 mesi di reclusione per tentato omicidio e detenzione e porto illegale di armi .
Sono le rapine la sua specialità. A mano armata. Nel 1993 arriva la condanna a 7 anni e 11 mesi per una serie di assalti armi in pugno commessi in Toscana e Lombardia.
Nel 1996 è sorvegliato speciale, ma continua a delinquere. Viola gli obblighi più volte e nel 2002 continua con le rapine a mano armata: gli costano un’altra condanna, patteggiata, a 1 anno e 6 mesi.
Nel 2007 ancora una rapina e ricettazione: nuova condanna a 7 anni di relcusione.
Ma non basta. Morabito si occupa anche di estorsioni e usura, altra condanna a 8 anni di reclusione. Viene sospettato di aver favorito la mafia, finisce al centro di un’operazione della Procura di Catania, ma il Riesame annulla il provvedimento e lui viene successivamente assolto.
I NUOVI ELEMENTI. La direzione investigativa antimafia ha in mano “elementi emersi in detto procedimento che danno contezza dei contatti dell’odierno proposto con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, di elevata caratura criminale”.
A inchiodare Morabito sarebbero, secondo gli investigatori, una conversazione telefonica intercettata tra Maurizio Arena e lo stesso Morabito, che confermerebbe l’ulteriore pericolosità del soggetto.
Un’intercettazione top secret sulla quale stanno lavorando gli inquirenti

