PALERMO – “Era una tranquilla domenica di giugno, ma improvvisamente è la situazione è cambiata drammaticamente”. Comincia così il racconto dal medico Rosangela Vella, in servizio alla clinica Triolo Zancla, che domenica scorsa si stava godendo un po’ di relax a Mondello. Per fortuna del diciassettenne, che si è tuffato dall’antico stabilimento battendo la testa, il medico è intervenuto prontamente mettendo in atto tutte le procedure per evitare di peggiorare le condizioni del ragazzo.
Il ragazzo, che è stato ricoverato e operato per una frattura cervicale a Villa Sofia, adesso sta meglio e si è risvegliato. Ha anche chiesto di poter festeggiare il compleanno e incontrare chi l’ha salvato. Un incontro che per Rosangela Vella sarebbe un piacere “sono assolutamente disponibile ad incontrare il ragazzo. Nella mia disponibilità di tempo proverò ad andare a trovarlo. Ho ricevuto un messaggio da parte della famiglia del ragazzo e mi ringraziavano. Il ragazzo migliora da quanto hanno percepito i familiari”.
Vella rivive quei momenti che per molti sarebbero potuti essere di panico, ma lei, anestesista rianimatore, che per più circa vent’anni ha lavorato al Buccheri Le Ferla e per altrettanti sulle autoambulanze per le emergenze, ligia al dovere è intervenuta prontamente “Mi stavo godendo un po’ di relax vista la mia giornata libera, quando mi hanno chiamato – ha raccontato -. Il ragazzo era riverso sulla scaletta di accesso al mare dall’antico stabilimento. Sono stata chiamata in causa dopo la caduta, quindi non ho assistito al volo o al tuffo, come lo definiscono loro. Da lì è pericolosissimo tuffarsi, proprio per questo ci sono dei cartelli che lo vietano; spesso c’è la sorveglianza che intima i ragazzi a non farlo perché il livello dell’acqua è forse un metro scarso”.
Il medico anestesista ricostruisce i momenti di primo soccorso prestati la ragazzo: “Ho visto il povero ragazzo riverso sulle ginocchia di un altro, che gli sorreggeva la testa e di un altro ancora che cercava di capire quali fossero le sue condizioni. Al mio arrivo il diciassettenne era pallido e aveva gli arti plegici. Mi sono prontamente avvicinata e resa conto che ci doveva essere stata una lesione midollare dovuta all’impatto. Le condizioni erano molto gravi e ho controllato lo stato di coscienza del paziente, che era presente e rispondeva ad ordini semplici sebbene in maniera rallentata. Era importantissimo monitorare il ragazzo al fine di vigliare le funzioni vitali. Se fosse andato in arresto cardiaco si sarebbe dovuto effettuare il massaggio con delicatezza perché si presumeva ci fossero lesioni costali”.
Vella ha controllato che il ragazzo non fosse spostato fino al momento dell’arrivo dei soccorsi: “Si trovava con il bacino su un gradino e il capo sulle ginocchia di un ragazzo che, a quanto pare, l’ha ripescato. Nell’attesa dell’autoambulanza non l’ho mollato un secondo, monitoravo il polso carotideo. Una volta arrivati i soccorsi ho preso la vena e detto di somministrare determinati farmaci per alleviare la compressione midollare e sostenere il circolo. Ho anche dato una mano ad immobilizzarlo e tirarlo fuori”.
La dottoressa la sera era molto preoccupata per le condizioni del giovane, ma sa che c’è un angelo che la protegge e l’aiuta nel suo lavoro: “In cuor mio quella sera disperavo, ma appena sono venuta al corrente di quel post sui social media il mio cuore si è allargato. Ho perso papà a gennaio per il Covid e sono sicura che protegge me e anche gli altri”.

