Sanità, Gimbe: "Sicilia al penultimo posto per i Lea"

Sanità, Gimbe: “Sicilia al penultimo posto per i Lea”

Il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, spiega i particolari
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PALERMO – L’analisi della Fondazione Gimbe sul disegno di legge per la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) nella sanità, vede la Sicilia (secondo l’ultimo dato disponibile che risale al 2023) con un punteggio di 173 nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), a fronte di un punteggio medio nazionale di 226, e si trova al penultimo posto, davanti alla Valle d’Aosta.

Sanità, Gimbe: “Sicilia al penultimo posto”

La Regione inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) – spiega la Fondazione guidata da Nino Cartabellotta -, ha registrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera): 49 punti per l’area della prevenzione, ovvero 49 punti in meno rispetto alla Provincia Autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 44 punti per l’area distrettuale, ovvero 52 punti in meno rispetto al Veneto; 80 punti per l’area ospedaliera, ovvero 17 punti in meno rispetto Provincia Autonoma di Trento che è in prima posizione.

Lionti (Uil): “Servono interventi urgenti”

“La Fondazione Gimbe ha evidenziato come la Sicilia, con un punteggio di 173 nel Livelli essenziali di assistenza, si trova al penultimo posto davanti alla Valle d’Aosta. Nettamente al di sotto della media nazionale. Questa analisi dimostra, ancora una volta, l’inadempienza cronica della regione siciliana e divari inaccettabili che penalizzano i cittadini nel diritto alla salute”. Lo afferma Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia.
“I dati Gimbe – aggiunge – sono un altro campanello d’allarme, la nostra isola non può più permettersi di essere fanalino di coda nella tutela della salute pubblica. Non c’è solo l’emergenza nei pronto soccorso, chiediamo da troppo tempo al Governo regionale interventi urgenti per colmare i gap in prevenzione, assistenza territoriale e ospedaliera con risorse adeguate e assunzioni di personale sanitario”.


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