PALERMO – Non vuole vendere sogni o altro, vuole solo far capire a tutti che ancora c’è un’ultima palla da giocare. Giuseppe Sannino è consapevole che la situazione è drammatica, ma lui è uno che ama combattere, che non getta la spugna prima della campanella. Il tecnico rosanero, oggi in sala stampa, parla del momento e ovviamente dell’ultima possibilità che ha ancora il Palermo: “Spero che parliate della mia grinta per quel che avete visto, anche perché non devo nascondere niente. Arrivati a questo punto tutti devono guardarsi dentro. Si tratta del Palermo non di una singola persona. Sento dire che a Milano si sono visti dei segnali, ma ognuno vede quel che vuole. Capisco la delusione, è giusto, non si può vivere di fantasia. Da adesso in poi dobbiamo provare a vedere il bicchiere mezzo pieno, perché altrimenti non andiamo da nessuna parte”.
Sannino elabora una metafora per dipingere meglio la situazione attuale: “Non prendo in giro nessuno, ma bisogna prendere il buono. Col Milan è andata male, ma ci abbiamo provato. La squadra non è morta. Con la Roma è determinante perché abbiamo capito tutti di poter ancora fare qualcosa. Cerco di far capire ai giocatori che è come cercare l’oro in miniera. Tutti hanno scavato per i fatti loro ed è crollato tutto. Ora respiriamo tutti dallo setsso buco, ma se non vinciamo con la Roma è finita”.
Poi su Miccoli che da oggi lavorerà a Lecce per recuperare dall’infortunio: “Sento sempre parlare dei singoli e mai della squadra. Ho fatto quattro partite e non ho mai sentito parlare di giocatori che danno qualcosa alla causa. Sempre di Ilicic, Miccoli e moduli. Miccoli è straordinario, ma deve star bene per dare quello che ci aspettiamo. So che vuole esserci in queste ultime partite, è un fatto positivo. Devo schierare giocatori che possano battagliare”.
Poi sullo spirito che deve adottare la squadra: “Col Milan ho visto una squadra che non era giù anche quando era in svantaggio. Io vengo in conferenza stampa perché me lo impone il lavoro ed è giusto, ma adesso bisogna abbassare la testa e cospargerci di cenere nei confronti della città e della società, consapevoli del fatto che i ragazzi hanno fatto il massimo. Futuro personale? C’è una società che deve decidere. Prima però devono accadere certe cose, poi si vedrà. Anche se non dovessimo farcela noi rappresentiamo una maglia e dobbiamo andare avanti. Adesso si devono vedere gli uomini, bisogna far bene per poter essere confermati o per trovare un’altra collocazione”.
Domani amichevole a porte aperte al Barbera contro la Primavera, Sannino non chiede nulla ai tifosi, li ritiene straordinari: “Siamo nelle mani dei palermitani. E’ solo per offrire una cornice, loro sono liberi di scegliere. Non faccio proclami, ma chi vuole vedere una partita i cui i propri giocatori proveranno a fare il possibile, venga. Magari vengono anche per vedere la Roma. Però non chiedo di riempire lo stadio. Questo è un pubblico che non ho mai visto, sano e voglioso. E’ come se fossero innamorati della propria moglie, e questo fa male perché la gente vuole starci vicino”.

