Sant'Agata, le richieste del |Comitato per la legalità

Sant’Agata, le richieste del |Comitato per la legalità

Anche quest'anno, in occasione dei preparativi per l'organizzazione della Festa di Sant'Agata, il Comitato per la Legalità nella festa ha avanzato alcune proposte agli organizzatori, per proseguire l'opera iniziata negli anni e che, lo scorso anno, ha dato buoni frutti.

in vista della Festa
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CATANIA – Un’organizzazione trasparente e “precoce”, che consenta di fare rientrare ogni aspetto della festività sotto l’ombrello della legalità. Anche quest’anno, in occasione dei preparativi per l’organizzazione della Festa di Sant’Agata, il Comitato per la Legalità nella festa – di cui fanno parte Addiopizzo Catania, Banca Etica Sicilia Orientale, Cittàinsieme, Cope, Fondazione Fava, Libera, Mani Tese Sicilia, Movi, Pax Christi – ha avanzato alcune proposte agli organizzatori, per proseguire l’opera iniziata negli anni e che, lo scorso anno, ha dato buoni frutti.

Poche ma cariche di significato le parole chiave utilizzate da Renato Camarda, esponente di Libera e membro del Comitato, per riassumere le richieste avanzate principalmente all’amministrazione comunale, per rendere le festività agatine un motivo di orgoglio di Catania, e soprattutto per fare rientrare nella legalità tutti gli aspetti che caratterizzano i tre giorni famosi in tutto il mondo. A cominciare dall’organizzazione, per cui il Comitato chiede una maggiore concertazione e la presenza della Chiesa all’interno del Comitato per l’Ordine e la sicurezza, insieme all’istituzione di un tavolo di concertazione tra tutti i protagonisti affinchè ognuno per il proprio settore si assuma la responsabilità di fare rispettare la legalità.

Trasparenza. Oltre all’istituzione di un regolamento comunale per la Festa, la richiesta del Comitato all’amministrazione comunale è quella di rendere pubbliche le spese sostenute per l’organizzazione e gli introiti.

Educazione. La richiesta è quella di anticipare la festa affrontandone gli aspetti nelle scuole, non limitandosi a quelli religiosi ma evidenziandone anche quelli legati al rispetto delle regole e della convivenza.

Legaltà. Non solo evitare che vengano accesi i ceri pur se vietati da un’ordinanza: il Comitato chiede, ormai da tempo, che venga limitata la presenza di ambulanti abusivi intenti a vendere ogni tipologia di merce nel bel mezzo della processione. “La presenza di tutti questi commercianti, abusivi e non, ogni anno soffoca la festa – afferma Camarda – quando basterebbe posizionare le bamcarelle lungo le vie parallele a quelle in cui passa la Santa, per evitare rallentamenti e disordini”.

Ma va oltre Camarda, avanzando una proposta provocatoria: “Perchè non concedere il suolo pubblico gratuitamente? – dice. Sarebbe un modo per fare sì che, almeno a Sant’Agata, lo spettacolo degli abusivi, cui assistiamo ogni giorno, non si tenga”.


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