CATANIA – Meritocrazia, dentro i clan mafiosi, significa muscoli e spregiudicatezza. È così che i Nizza si sono fatti strada all’interno dei Santapaola di Catania, tanto da diventare uno dei gruppi ‘più fedeli’. E al tempo stesso autonomi. Autonomi a tutti i costi, anche a costo di divenire a loro volta “uomini d’onore”.
Sono alcuni dei retroscena emersi dall’operazione Naumachia, con cui i carabinieri hanno decapitato la “famiglia” mafiosa, portando in carcere uomini e donne dell’organizzazione criminale. A raccontare la genesi del clan dei Nizza è stato il collaboratore di giustizia Santo La Causa. Uno che fu reggente dei Santapaola a Catania. Il capo assoluto è invece Giovanni Nizza, detto “Banana”.
In principio era un gruppo ‘autonomo’
Il gruppo, ha detto La Causa, “opera in autonomia nella via Stella Polare di Catania, mentre lo spaccio della droga avviene nel quartiere di Librino”.
“I fratelli Nizza non nascono come appartenenti al gruppo Santapaola – ha precisato il collaboratore – ma come un gruppo autonomo che spacciava stupefacenti, avendo quasi un monopolio del traffico del “fumo”, che acquistava in grandi quantità dagli albanesi che sbarcavano nella zona di Lentini e che deteneva con una persona vicina ai Nardo che aveva là un deposito”.
L’affiliazione a Cosa Nostra
La Causa ha specificato che, nel 2006, i Santapaola volevano costringerli a farli entrare nei loro affari. Ma loro presero contatti con un altro mafioso, Carmelo Puglisi, il quale si rivolse direttamente a Santapaola: “I Nizza – ha detto loro – sono con noi, ma neanche noi gli avevamo voluto imporre di condividere i guadagni del traffico di droga”.
Poi a un certo punto si affiliarono. “Dopo l’omicidio di Angelo Santapaola, furono ritualmente affiliati sia Daniele Nizza, di cui padrino è stato Carmelo Puglisi, che Nizza Fabrizio, di cui io stesso sono stato il padrino – aggiunse La Causa -. Ricordo che l’affiliazione avvenne presso la abitazione di un gommista di San Giovanni Galermo”.
La Causa: Daniele Nizza in famiglia era “il più equilibrato”
Poi, quando divennero “uomini di onore”, i Nizza furono nominati responsabili dei loro clan e da allora divennero i padroni della droga in due dei più popolosi, e al tempo stesso difficili, quartieri di Catania: San Cristoforo e Librino. “Daniele Nizza – ricordò La Causa – era il più equilibrato”. Gli altri avevano una personalità “vivace”.
I ricordi di Silvio Corra, “responsabile del clan”
“Fino al giorno della mia presentazione ai Carabinieri ho fatto parte quale responsabile del clan Santapaola, famiglia Nizza, con il controllo dei quartieri di San Cristoforo, Librino, Civita e San Giovanni Galermo” – ha detto il pentito Silvio Corra -. Per qualsiasi problematica mafiosa era necessario che io venissi informato per poter decidere e comunque per poter avere l’ultima parola”.

