Milano, embrione impiantato alla donna sbagliata al San Raffaele

Scambio di provetta, impiantato l’embrione sbagliato al San Raffaele

Embrione impiantato alla donna sbagliata
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L'errore ha portato Regione e Ministero a fermare il Centro di procreazione assistita

Un embrione sarebbe stato impiantato alla donna sbagliata durante una procedura di procreazione medicalmente assistita all’ospedale San Raffaele di Milano. Il caso, avvenuto lo scorso luglio e riportato dal quotidiano “La Repubblica”, ha fatto scattare verifiche e provvedimenti: la Regione Lombardia e il ministero della Salute hanno disposto la sospensione per 15 giorni delle attività del laboratorio di Embriologia del Centro. All’origine dell’accaduto ci sarebbe un errore umano nella gestione delle provette durante le operazioni necessarie al trasferimento dell’embrione.

Embrione impiantato alla donna sbagliata

Secondo quanto ricostruito durante gli accertamenti, lo scambio sarebbe riconducibile a “una errata interpretazione della sequenza delle pazienti sul programma operativo”. L’embrione sarebbe stato così trasferito alla seconda donna indicata nella lista anziché alla paziente alla quale era effettivamente destinato. Una donna avrebbe quindi ricevuto l’embrione appartenente a un’altra coppia.

L’episodio coinvolge uno dei più conosciuti centri italiani di procreazione medicalmente assistita di terzo livello, al quale si rivolgono ogni anno centinaia di coppie provenienti non soltanto dalla Lombardia ma anche da altre regioni. La struttura esegue procedure di fecondazione in vitro sia omologa, utilizzando i gameti della coppia, sia eterologa, attraverso gameti provenienti da donatori.

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L’ispezione al San Raffaele e la sospensione

Lo scorso 4 agosto è stata effettuata un’ispezione dell’Ats di Milano insieme al ministero della Salute. Della vicenda sarebbe stato informato anche il Centro nazionale trapianti, organismo di riferimento per i centri di procreazione assistita relativamente alla gestione dei campioni biologici. Gli approfondimenti sarebbero scattati dopo una segnalazione che potrebbe essere partita dall’interno dello stesso ospedale. Al termine delle verifiche, gli esiti sono stati trasmessi alla Regione Lombardia, che ha disposto lo stop delle attività del laboratorio di Embriologia per due settimane.

Lo stop potrebbe durare più di 15 giorni

La sospensione potrebbe tuttavia essere prorogata “fino al completamento degli interventi correttivi e preventivi prescritti da Ats e alla verifica della loro piena efficacia”. Il provvedimento non dovrebbe comportare la chiusura totale del Centro di procreazione medicalmente assistita. Le visite e i percorsi clinici già iniziati dovrebbero proseguire regolarmente mentre la struttura mette in atto gli interventi richiesti in seguito all’ispezione.
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