“Quello che è successo oggi in commissione Antimafia nel corso dell’audizione del procuratore De Luca è nello stesso tempo incredibile ed inquietante”. Lo dice il senatore M5s ed ex pm Roberto Scarpinato dopo l’audizione del procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca.
“Accusa del tutto falsa”
Secondo Scarpinato, De Luca “ha continuato a rivolgersi a me, con la mia storia, accusandomi di aver fatto attività depistante nonostante sia documentalmente provato che si tratta di una accusa del tutto falsa”. Il senatore sostiene che questo sia avvenuto anche grazie a intercettazioni “conosciute dalla Procura” ma che l’ufficio diretto da De Luca “ha completamente omesso di citare con grave violazione dei doveri imposti dalla legge”.
Le prove omesse
“Mai un pubblico ministero può omettere prove utili alla difesa e a terzi neppure indagati come il sottoscritto”, afferma Scarpinato. Il pm, spiega, ha l’obbligo di rivelarne l’esistenza e di argomentare sulla loro rilevanza, in modo che la difesa possa controbattere. “A causa della violazione di tale obbligo alcuni pubblici ministeri sono stati sottoposti a procedimenti penali e disciplinari”, aggiunge.
Per il senatore, invece di scusarsi per l’omissione, De Luca “dopo essere stato scoperto ha tentato di svalutare a posteriori la rilevanza di tale prova documentale, occultando la polvere sotto il tappeto”.
“Questo sarebbe depistaggio?”
Scarpinato contesta anche l’accusa di aver depistato le indagini parlando con un vecchio amico ed ex collega, ipotizzando di chiedere l’audizione di altri magistrati. “Anche questo sarebbe stato depistaggio?”, si domanda. Da senatore, osserva, avrebbe potuto contattare personalmente ciascuno di quei magistrati. Secondo lui, il procuratore ha “censurato e criminalizzato come depistante” anche la sua intenzione di produrre “moltissimi documenti per smentire la falsità di alcune affermazioni”.
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Il giudice Bologna
“Come se non bastasse – conclude – sono stato oggetto di un attacco inusitato da parte del procuratore”, secondo il quale avrebbe “pesantemente attaccato e delegittimato” il giudice Santi Bologna, accusandolo di contiguità politica. “«”È falso”, replica Scarpinato: da ex magistrato, dice, ha contestato nel merito la veridicità di alcune affermazioni fatte nei suoi confronti.
Per il senatore la “condotta errata” del procuratore ha «dato manforte al bullismo politico portato avanti non dagli stessi magistrati, ma dalla maggioranza che ci governa».




