PALERMO – La determinazione ad andare avanti, magari sacrificando un pezzo importante della propria maggioranza come la Dc, e la necessità di non agitare ulteriormente le acque del centrodestra in vista della Finanziaria. Il sentiero percorso in queste ore dal governatore Renato Schifani è strettissimo, delimitato da queste due evidenze. La Giunta convocata per le 13 conferma l’aria di decisioni forti ma la ‘realpolitik’ impone a Palazzo d’Orleans di tenere conto anche delle dinamiche d’aula nel vicino Parlamento regionale.
Le decisioni di Schifani
Per questo le voci di un azzeramento totale della squadra di governo non sembra possano trovare concretezza nella riunione di questo pomeriggio. Una mossa di questa portata aprirebbe scenari difficilmente decifrabili all’Ars, dove domani, martedì 11 novembre, inizierà il viaggio della Finanziaria nelle commissioni di merito.

Dc verso l’estromissione dalla Giunta
La via d’uscita potrebbe essere rappresentata quindi dall’azzeramento della compagine Dc in Giunta, al momento composta da Nuccia Albano e Andrea Messina. Chi rischia di più è l’assessora alla Famiglia, dal momento che l’assessorato di via Trinacria è epicentro della bufera giudiziari, ma il governatore potrebbe decidere di estromettere anche Messina. Si tratterebbe, però, di una soluzione-ponte perché sarebbe comunque necessario ripristinare al più presto la quota femminile nell’Esecutivo. Tre i punti all’ordine del giorno della Giunta su questioni di ordinaria amministrazione e poi il quarto, “Comunicazioni del presidente”, sul quale sono puntati gli occhi di tutti.
Guardando alle dinamiche di Sala d’Ercole, sulla carta il governo può contare su 44 voti e il ‘sacrificio’ della Dc, che comunque potrebbe restare a sostegno dell’Esecutivo, sarebbe sopportabile a condizione che tutto il resto della maggioranza marci compatto. L’attuale centrodestra, con l’ulteriore ammanco dei sette deputati democristiani, non reggerebbe l’urto di una nuova battaglia parlamentare a colpi di voto segreto e con i franchi tiratori sempre in agguato.
Lombardo chiede l’azzeramento della Giunta
In una intervista al quotidiano ‘La Sicilia’, il fondatore del Mpa Raffaele Lombardo ha dato la sua ricetta (“Azzeramento”) ma gli altri alleati non la pensano così. A partire da Fratelli d’Italia, che chiede di attendere le decisioni del gip sulle richieste d’arresto avanzate dalla procura di Palermo.
Il “tradimento” di Cuffaro
Schifani non sembra intenzionato a cedere alle pressioni provenienti da Catania ma sente la necessità di dare un segnale ulteriore, questa volta di carattere politico, dopo l’esautorazione di dirigenti e funzionari decisa nell’ultima Giunta. Una necessità dettata anche da una profonda delusione personale, da parte del governatore, rispetto a quanto letto nelle carte giudiziarie. Schifani nei giorni scorsi non ha nascosto ad alcuni esponenti importanti del suo partito di essersi sentito “tradito” da Cuffaro.

Tra i due il rapporto è sempre stato d’amicizia, prima ancora che politico. Il governatore era stato uno dei big sponsor del ‘nuovo Cuffaro’, riabilitato dopo la condanna e pienamente legittimato a fare politica. Le intercettazioni lette sulla stampa, però, hanno fatto crescere di giorno in giorno nel presidente della Regione la decisione che la Dc non possa restare al governo.
Aggiornamento
Non ci sono al momento né cambiamenti, né rimpasti. Si è conclusa la giunta regionale convocata dal presidente Renato Schifani, secondo quanto si apprende da un’agenzia Ansa. (leggi)

