Sicilia, Schifani lancia il ddl sulle lobby: nessun cenno ai guai politici

Schifani lancia il ddl per disciplinare le lobby, Giunta in un “clima sereno”

Palazzo d'Orleans
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Nessun cenno alle vicende politiche. Il governatore: "Risanamento morale responsabilità della politica"

PALERMO – Disciplinare i rapporti tra le lobby e la pubblica amministrazione in Sicilia. Questo l’obiettivo di un disegno di legge i cui contenuti sono stati esposti dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel corso della riunione di Giunta che si è tenuta a Palazzo d’Orleans. Il ddl, che è stato approvato, rappresenta un tentativo di colmare un vuoto legislativo esistente. Una risposta del governatore davanti allo scoppio dell’ennesima inchiesta che ha mostrato intrecci cupi tra imprenditoria e alta burocrazia regionale, come quella sull’ex presidente della Cts regionale Gaetano Armao.

Schifani: “Risanamento morale responsabilità della politica”

“Il risanamento morale delle istituzioni è una responsabilità che la politica deve assumersi fino in fondo. I recenti fatti di cronaca giudiziaria rendono ancora più urgente rafforzare la prevenzione”, sottolinea Schifani. “Chi decide per conto dei cittadini deve rispondere delle proprie scelte e rendere conoscibili i rapporti con chi rappresenta interessi privati – aggiunge -. Vogliamo tutelare l’interesse pubblico e consolidare la fiducia dei siciliani”.

Dagnino: “Una corsia privilegiata per il ddl”

“Un passaggio di grande importanza, che ci permetterà di diventare la Regione più trasparente d’Italia e dimostra che il governo regionale ha gli anticorpi – spiega l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, che ha lavorato al ddl -. Ora ci sarà una conferenza dei capigruppo all’Ars, però immagino che un disegno di tale portata potrà avere una corsia privilegiata”.

Dagnino e Schifani
Alessandro Dagnino e Renato Schifani

“Clima sereno in Giunta”

La riunione di Giunta si è svolta in un “clima sereno”, come spiegano alcune fonti. Nessun riferimento è stato fatto da Schifani alla crisi politica che si è aperta con i vertici di Forza Italia, né all’ipotesi di dimissioni.

Già nella serata di mercoledì 7 ottobre, del resto, le acque erano apparse più calme rispetto alle ore antecedenti e chi aveva avuto modo di incontrare Schifani si era detto certo che nessuna decisione drastica sarebbe stata comunicata in Giunta. Restano comunque le profonde divisioni che hanno portato Forza Italia a mantenere il punto sulla non ricandidatura del presidente della Regione.

I 3 pilastri del ddl sulle lobby

Il disegno di legge “sulla trasparenza dei rapporti tra interessi privati e amministrazione” ricalca gli stessi principi già esistenti a livello comunitario. Non si tratta, però, di un inedito alla Regione. Anche Alberto Pierobon, nel corso della sua esperienza alla guida dell’assessorato all’Energia durante il governo Musumeci, aveva istituito il Registro dei portatori di interesse negli uffici di viale Campania. Tre i principi cardine sui quali si basa la proposta di legge, che ora sarà trasmessa all’Assemblea regionale siciliana.

Nasce il registro dei lobbisti

La proposta di legge prevede l’istituzione, presso la Segreteria generale della presidenza della Regione, di un Registro pubblico dei rappresentanti di interessi. Un documento che conterrà l’indicazione dei soggetti per cui operano, degli interessi rappresentati e della natura degli incarichi.

Agenda pubblica per presidente, assessori e burocrati

Il ddl prevede inoltre l’introduzione di un’agenda pubblica, che indicherà partecipanti, finalità e procedimenti interessati dagli incontri. Questo dovranno essere registrati entro cinque giorni, con altri cinque giorni per le verifiche delle strutture regionali. Gli obblighi riguarderanno anche il presidente, gli assessori, gli uffici di diretta collaborazione, i consulenti, i dirigenti e gli organismi regionali con compiti istruttori, consultivi o valutativi.

Interlocuzioni tracciabili

La novità centrale è la tracciabilità delle interlocuzioni sulle singole pratiche: autorizzazioni, concessioni, contributi, finanziamenti e agevolazioni. Dovranno essere documentati anche i contatti informali sull’ordine di trattazione, sui tempi di definizione, sull’assegnazione dei fascicoli, sulla scelta degli istruttori, sulle valutazioni tecniche e sull’esito dei procedimenti.

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Gli incontri dovranno svolgersi attraverso canali istituzionali e lasciare traccia nel fascicolo amministrativo. Anche le comunicazioni rilevanti ricevute per altre vie saranno acquisite agli atti. Per i rappresentanti di interessi che violano le disposizioni sono previsti, in base alla gravità, il richiamo scritto, la sospensione o la cancellazione dal Registro.

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