“Ho sbagliato, mi scuserei anche in ginocchio”. Dalle pagine de “Il Gazzettino” arriva il mea culpa dell’autista di bus balzato agli onori della cronaca per aver lasciato a piedi un bambino di 11 anni, sotto la neve. Il ragazzino, in possesso di un biglietto non valido, ha raggiunto casa dopo aver percorso 6 chilometri, con temperature rigidissime.
Bambino lasciato sotto la neve, l’autista è siciliano
L’uomo finito nell’occhio del ciclone si chiama Salvatore Russotto, ha 61 anni, è originario di Agrigento ma da 40 anni vive nel Bellunese. Ex camionista, da due anni lavora per la compagnia veneziana La Linea Spa, alla quale Dolomiti Bus affida in appalto parte dei servizi di trasporto. Martedì 27 gennaio, a margine della giornata scolastica, l’11enne doveva andare da San Vito di Cadore a Vodo ma Russotto lo ha lasciato a terra.
“Il bambino è salito e voleva timbrare un ticket da 2,50 euro – spiega l’autista nell’intervista a “Il Gazzettino” – Gli ho detto che quello non era valido, che doveva pagare con il bancomat oppure avere l’abbonamento. E lui è sceso, questione di un minuto. L’azienda ci aveva dato disposizioni chiare: invitare a scendere chiunque non avesse il titolo di viaggio valido. Non ci hanno detto nulla sui minorenni che vanno fatti salire comunque”.
“Quella mattina è stata delirante”
Salvatore Russotto si dice consapevole di aver commesso “un grave errore” e pronto a pagarne le conseguenze. “Non ci ho dormito tutta la notte – rivela – A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto piuttosto di saperlo in giro con la neve (…) Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia”.
Nella medesima intervista, precisando di non voler trovare giustificazioni e ammettendo di non aver ragionato, il 61enne siciliano parla di una giornata pesante e di una situazione lavorativa difficile. “Quella mattina è stata delirante, tra la neve, il traffico, le strade bloccate. E sono stato preso di mira da un passeggero – racconta – Un uomo mi ha accusato di essere in ritardo, continuava a ripetere ‘i Borboni vengono qua e fanno quello che vogliono’ perché ha sentito l’accento meridionale”.
“Me ne ha dette di tutti i colori, io gli ho chiesto di smettere – continua – E una donna nel frattempo faceva un video. Mi sono fermato, avevo le gambe che tremavano e ho chiamato il mio responsabile a Calalzo, gli ho spiegato cosa stava succedendo e che non ce la facevo più. Siamo trattati a pesci in faccia”.
La famiglia del bambino ha sporto querela
Salvatore Russotto è stato sospeso a tempo indeterminato. La Linea Spa ha avviato un’indagine interna e il dipendente dovrà presentare le sue giustificazioni. In una nota Tiziano Idra, direttore operativo della compagnia, si è detto “sollevato che non vi siano state conseguenze” e “conferma la piena collaborazione con gli enti competenti per ogni ulteriore approfondimento”.
La famiglia dell’11enne ha sporto querela per abbandono di minore, mentre la Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta sulla vicenda.
La madre dell’11enne: “Piangeva e aveva le labbra blu”
“Quando è arrivato – ha raccontato la madre del bambino al “Corriere della Sera” (…) era stravolto, piangeva, aveva le labbra blu, era in ipotermia e aveva 35 di temperatura corporea. Aveva due zaini sulle spalle lungo il tragitto, uno che conteneva i libri di scuola, l’altro l’occorrente per l’ora di educazione fisica”.
“Non aveva cellulare, perché a scuola è vietato portarlo, quindi non è riuscito a chiamarci – aggiunge la donna – Rispetto all’ora in cui torna normalmente, è arrivato a casa oltre un’ora e mezzo dopo, quando erano già passate le 18 e fuori era già buio e nevicava”.
“Io pensavo e ripensavo, ero preoccupatissima, a volte era tornato più tardi perché aveva perso un autobus ed era stato costretto ad aspettare quello successivo, ma così tardi mai. Quando l’ho visto tornare per me è stata una liberazione”, conclude.
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