Se la burocrazia intralcia | anche la vita dei diabetici

Se la burocrazia intralcia | anche la vita dei diabetici

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Emanuele Sorrentino, cittadino, paziente, lettore di Livesicilia, che rivolge tramite il nostro giornale un appello al neo direttore generale dell'Asp di Palermo, Antonino Candela, che risponde: "Entro un mese risolveremo il problema".

Palermo - A tu per tu
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Emanuele Sorrentino, cittadino, paziente, lettore di Livesicilia, che rivolge tramite il nostro giornale un appello al neo direttore generale dell’Asp di Palermo, Antonino Candela.

Egregio Direttore, possa questa mia lettera essere in primis un augurio di un buon lavoro al neo Dg dell’Asp Palermo Antonino Candela, e a seguire possa questa lettera essere una consulenza manageriale esterna a titolo gratuito sulle inefficienze del sistema e di tutti gli attori che ne fanno parte, pazienti acconsenzienti inclusi. Di certo per parlarLe di quanto segue non necessitano titoli accademici: basta essere obiettivi e consapevoli che oggi tutto viene prima dell’interesse per le condizioni di salute degli ammalati.

Sono un paziente diabetico dall’età di 11 anni, e da 7 anni controllo la mia patologia attraverso un microinfusore. Vivo la mia malattia con la consapevolezza che curarmi è il mio unico motivo per godere di buona salute e condividere ogni attimo della mia vita con i miei più cari affetti. Ma nulla regge il paragone di quanto assurdo e contorto sia il sistema burocratico al quale io, e tanti miei “colleghi” siamo costretti ad assecondare.

1. Per richiedere il consumabile per il microinfusore (cateteri, batterie, aghi, ecc.) l’iter vuole che io richieda al mio medico di base una ricetta per Visita Diabetologica, per effettuare il controllo presso il mio diabetologo, ed in seguito a visita, che quest’ultimo mi prescriva quanto mi occorre: il tutto per aver rilasciato un foglio di carta dove si attesti la mia condizione e conseguentemente richiedere che mi venga fornito il materiale per il microinfusore. Ma non finisce qui… una decisione, a mio modesto parere logisticamente illogica (perdoni il gioco di parole) sulla nomina dell’Ospedale di Partinico in qualità di Presidio Ospedaliero dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo, obbligano me ed i miei “colleghi” giovani e meno giovani dotati di microinfusore, di dover portare questo foglio ai medici di questo reparto (o direttamente a Partinico o in due giorni prestabiliti presso le sedi decentrate qui a Palermo) il tutto corredato da un’altra ricetta medica per Visita Diabetologica: alla consegna di questo foglio solitamente il tutto si limita alla stampa di un nuovo foglio identico a quello redatto dal mio diabetologo, da consegnare presso la farmacia di appartenenza. Ecco la prima inefficienza: lasciamo stare la digitalizzazione, la semplificazione e lo snellimento della burocrazia, molti medici non ne sono pronti, ancorati ai vecchi sistemi di una volta e troppo spesso inesperti (e credetemi, con le mie orecchie ho sentito medici diabetologi pronunciare il noto nome della casa farmaceutica svizzera, “Roke”), parliamo delle ovvietà: noi contribuenti, e la Regione, eroghiamo due volte una somma a due soggetti diversi, per farci rilasciare due fogli esattamente identici, quando basterebbe che il diabetologo da Noi scelto possa ovviare con una sola prestazione a dichiarare quanto ci necessita. Questi, sono soldi che potrebbero tranquillamente rimanere nelle casse regionali per pagare chi realmente svolge la propria attività sanitaria nel puro rispetto degli scopi e canoni del Giuramento di Ippocrate.

2. Per richiedere invece il consumabile per i reflettometri (aghetti e striscette reattive), dopo aver ottenuto la richiesta da parte del diabetologo da sottoporre all’ASP di appartenenza, gli addetti dislocati nella sede di Palermo, chiedono di attendere due, dico due mesi per ritirare i fogli d’acquisto da presentare alla farmacia! Ben si intuisce che per provvedere a tutto ciò basterebbe un pizzico di buona volontà, o qualche addetto in più o qualche ora di straordinario in più, magari da pagare con quello spreco di soldi sopra mostrato: si accorcerebbero i tempi per tutti e si rispetterebbero sicuramente le condizioni e le esigenze di noi pazienti.

RingraziandoLa per lo spazio concessomi, sono certo che chi di competenza prenderà quanto qui mostrato come un input degno di nota per migliorare il sistema e dare prestigio alle proprie carriere professionali. Cordialmente, Emanuele Sorrentino.

 

LEGGI LA RISPOSTA DEL DIRETTORE GENERALE CANDELA


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