PALERMO – Sedute di commissione più lunghe che in passato, verbali pubblicati sul sito internet del Comune e nuove disposizioni che obbligano gli inquilini di Sala delle Lapidi a lavorare di più. Tempo di grandi cambiamenti al consiglio comunale di Palermo, dove (come nel resto della Sicilia) sono entrate in vigore le nuove norme sulla trasparenza e i risparmi.
Una stretta alla cinghia che produce effetti concreti: siccome da metà settembre i consiglieri non hanno più diritto ad assentarsi dal posto di lavoro per tutta la giornata quando vanno in commissione (venendo comunque pagati), ma solo per l’effettiva durata della seduta più un’ora prima e dopo per gli spostamenti, i lavori sono diventati improvvisamente più lunghi. Se prima si limitavano in alcuni casi a una o due ore, adesso, consultando i dati presenti sul sito del Comune, si scopre che la durata si è allungata a ridosso del pranzo. Un modo, insomma, per evitare di timbrare il cartellino in ufficio almeno la mattina.
E spulciando i verbali, adesso pubblicati, salta all’occhio che le sedute non sono sempre un esempio di produttività (visti i pochi argomenti trattati) e che molti consiglieri stanno in realtà seduti sulla sedia ben pochi minuti: non che questo sia una novità, per carità, ma adesso è tutto pubblico e consultazione con pochi clic.
Spunta quindi che Paolo Porzio, consigliere del Misto, come scrive oggi Repubblica, nella seduta del 9 settembre è arrivato in commissione alle 10.34: peccato che la commissione sia stata chiusa esattamente un minuto dopo. In questo caso scatta comunque il gettone di 156 euro, anche se gli uffici hanno stabilito che bisognerà stare almeno 5 di minuti, per guadagnarsi la “pagnotta”. Il 19 settembre è arrivato alle 9.58 e la seduta si è chiusa alle 10.

