PALERMO – Il comune di Torino passa all’open source per risparmiare 6 milioni di euro? Allora perché non farlo anche a Palermo? Deve essersi posto questa domanda il consigliere comunale del Mov139 Tony Sala che ha presentato a Sala delle Lapidi un ordine del giorno al rendiconto 2013 per chiedere che anche Palazzo delle Aquile dica addio alle costose licenze.
Il capoluogo piemontese, dovendo rinnovare macchine e licenze, ha infatti deciso di puntare su Mozilla, Linux e similari dicendo addio a Microsoft e a Windows. Una scelta che farà di Torino la prima grande città open source in tempi di spending review. “Considerato che si dovrebbe procedere a un rinnovo del parco macchine – scrive Sala parlando dei pc comunali – e che si dovrebbero così acquistare nuove licenze, chiediamo che il sindaco, la giunta e gli uffici competenti avviino tutte le procedure necessarie ad adottare anche a Palermo il sistema Linux e tutti i programmi applicati”.

