"Senzacasa, il Comune non fa nulla| In 4 anni bilancio fallimentare"

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I leader del Comitato di lotta per la casa puntano il dito contro l'amministrazione Orlando.

Palermo, Rocca e Pellicane
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4 min di lettura

PALERMO – “Noi abbiamo sempre collaborato con l’assessore Ciulla, proponendo anche una piattaforma di possibili provvedimenti, ma finora non abbiamo visto nulla di concreto”. A dirlo e’ Toni Pellicane, uno dei leader dei senzacasa di Palermo e a capo, insieme a Nino Rocca, del comitato “Lotta per la casa 12 luglio”, che contesta le dichiarazioni rilasciate dall’assessore nel corso di un’intervista a Livesicilia.

“Nonostante quanto dica l’assessore, in questi quattro anni il dialogo con l’amministrazione non si e’ mai trasformato in fatti concreti – dice Pellicane – come dimostra l’Ugea, l’Unita’ gestionale emergenza abitativa che comprendeva assessori, dirigenti e funzionari comunali, cioè chi già nell’ordinario doveva risolvere il problema. Hanno invitato sindacati e parti sociali non per un confronto ma per comunicarci le loro decisioni, e da due anni non ne abbiamo più notizie di questa struttura. Apprezziamo quanto l’amministrazione fa per i minori stranieri non accompagnati, anzi si dovrebbe fare di più, ma quando il Comune emana 600 ordinanze di sgombero di alloggi e locali occupati, senza fare preventivamente i dovuti controlli o proporre alternative, rimaniamo sbalorditi. Anche queste famiglie sgomberate hanno minori, parliamo anche di stranieri che vivono da tempo a Palermo”.

“L’amministrazione – continua Pellicane – sta inoltre facendo un censimento per recuperare gli alloggi confiscati e assegnati a senzacasa che non hanno pagato il canone: ma come e’ possibile? Poi ci sono famiglie assegnatarie che pagano due anni in anticipo, e che quindi forse non hanno bisogno, a cui la casa viene lasciata. Se uno occupa e’ un delinquente, se non paga vuoi fare il furbo e vai punito: e’ schizofrenico. Al sindaco Orlando che dice che dietro le occupazioni c’è la mafia, diciamo che c’e’ la criminalità organizzata, e’ vero, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Spesso si tratta di famiglie disperate, che occupano per necessità. Anche l’housing sociale e’ stato un fallimento, l’assessorato e’ da tre anni chiuso al pubblico, se non per appuntamento, e ci sono uffici chiusi da un mese”.

“Dopo 4 anni di amministrazione Orlando – aggiunge Rocca – e’ arrivato il momento di fare un bilancio. Le famiglie occupanti nel 2012 erano circa 200, oggi sono passate a 600: il fenomeno si e’ triplicato. La lista dell’emergenza abitativa nel 2012 era di 800- famiglie, adesso ha superato le 1.600 e si va verso le 2 mila. Le persone che vivevano per strada, fenomeno nuovo per Palermo, erano 100 e adesso sono 200-250 e non parliamo di clochard ma di chi perde la casa per morosità e non sanno dove andare. Ill budget sociale del Comune nel 2015 era di 50 milioni, di cui 20 spesi per finanziare le case famiglia che sono ormai un business. E di questi 20 milioni, 5,5 sono debiti fuori bilancio. Altri 10 milioni non sono stati spesi e verranno restituiti in parte perché manca la progettazione per la casa. Qual e’ la politica comunale di contrasto alla povertà e alla esclusione sociale? Ogni giorno a Palermo ci sono 5 sfratti per morosità”.

“Noi stiamo consegnando il disagio sociale alla mafia – dice Rocca – le famiglie che si trovano in difficoltà e che non ricevono risposte dalle istituzioni e occupano un edificio pubblico sono vittime tre volte: della povertà, della criminalità che le costringe al pizzo e dello Stato perché vengono criminalizzate. Per questo abbiamo fatto appello al Comune perché si assuma la responsabilità e faccia un censimento di chi ha bisogno e chi no: il Comune invece non ha fatto nulla e ha criminalizzato le famiglie. La Cassazione più volte a favore delle famiglie che, non ricevendo risposte, hanno occupato. I grandi centri commerciali hanno distrutto la piccola economia che sosteneva la città, le industrie non ci sono o sono fallite e quindi il modello di sviluppo e’ stato fallimentare e a fronte di questo il Comune prima ha ignorato il disagio sociale e poi lo criminalizza. Il contributo alloggiativo e’ stato fallimentare e noi lo avevamo previsto, ma nessuno ci ha ascoltati: il Comune chiedeva come requisito il contratto di affitto, ma nessuno lo avrebbe mai stipulato a chi non ha reddito. Con 10 milioni potrebbero affittare immediatamente 2 mila appartamenti e azzerare l’emergenza abitativa, invece stanno vendendo 2.600 immobili comunali. Il consiglio comunale ha modificato il regolamento per venire incontro alle famiglie con disabili gravi, ci sono anche le risorse ma dopo mesi e’ ancora tutto fermo per un rimpallo fra gli uffici e le famiglie disperate restano ancora ad aspettare”.

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