Sequestrate 35 tonnellate di ortaggi | Scoperti 14 lavoratori in nero

Sequestrate 35 tonnellate di ortaggi | Scoperti 14 lavoratori in nero

Merce di dubbia provenienza finiva nei supermercati di tutta Italia.

Vittoria, nel Ragusano
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VITTORIA (RAGUSA) – Oltre 35.000 Kg di ortaggi di dubbia provenienza sono stati sequestrati dalla Polizia di Stato in un’azienda ortofrutticola di Vittoria (Ragusa), la cui attività commerciale è stata chiusa. Quattordici dei 33 lavoratori dell’azienda, in contrada Pozzo Bollente, erano impiegati “in nero” e non avevano documentazione sanitaria. L’operazione è stata compiuta dalla squadra mobile, dagli agenti del commissariato di Vittoria e da personale del Corpo Forestale dello Stato e dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari in collaborazione con l’Asp, gli ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro e i Vigili del Fuoco. Gli agenti hanno accertato che gran parte dei prodotti in presso il magazzino non era tracciata. Sono stati sequestrati poco più di 30mila kg di pomodori a grappolo rosso, 1.200 kg di cetrioli tondi, 700 kg di zucchine bianche, 2.290 kg di pomodori Piccadilly e 1.200 kg di finocchi. Per stessa ammissione del titolare gli ortaggi venivano trasportati senza alcun documento dal produttore al suo magazzino; lui acquistava il prodotto dal produttore e lo etichettava, certificandone la provenienza senza alcun certezza.

Successivamente, avendo confezionato in plastica o cartone gli ortaggi, li vendeva alla grande distribuzione, che conseguentemente li immetteva sui banchi dei supermercati d’Italia. Il titolare ha collaborato con gli investigatori, dicendo che se non avesse fatto così non avrebbe potuto lavorare. Era anche conscio del fatto che non avrebbe potuto scoprire se il produttore gli avesse venduto prodotti agricoli provenienti da mercati esteri. Le sanzioni per i lavoratori impiegati “in nero” potranno andare dai 1.500 ai 3.000 euro ad impiegato irregolare, senza tenere conto di tutte le altre irregolarità che potranno emergere dai controlli tuttora in atto. Sono inoltre in corso indagini su alcune dipendenti che avrebbero percepito il sussidio di disoccupazione pur lavorando “in nero”.

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