Servizio idrico etneo, revocata la gestione a Sie

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Pd Catania: “Certificato il fallimento del sistema”
nel catanese
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2 min di lettura

CATANIA – La decisione dell’Assemblea territoriale idrica della provincia di Catania, che ha approvato con l’83,4% dei sindaci presenti la risoluzione del contratto con Servizi Idrici Etnei (SIE), segna un passaggio destinato a incidere profondamente sulla governance dell’acqua nel territorio etneo.

La posizione del Pd

Per i sindaci del Partito Democratico si tratta di un esito che conferma la correttezza delle posizioni assunte negli ultimi mesi, quando avevano sollevato forti criticità sulla capacità della società di garantire gli obiettivi previsti dalla convenzione. Una linea che, sottolineano, avrebbe trovato oggi consenso anche in una parte del centrodestra, seppur con posizioni interne non sempre uniformi.

Secondo gli amministratori dem, la vicenda non può essere letta solo come una scelta amministrativa, ma come la presa d’atto di un modello di gestione che non ha funzionato. Dopo oltre vent’anni dalla sottoscrizione della convenzione, il servizio idrico integrato non è mai stato esteso in modo completo all’intero territorio provinciale, mentre sono andati persi investimenti, finanziamenti e opportunità di sviluppo infrastrutturale.

“Adesso la politica è chiamata ad assumersi una responsabilità chiara”, è la posizione del Pd catanese, che chiede di riattivare con urgenza il percorso verso una gestione unica, pubblica, efficiente e moderna del servizio idrico. Al centro della proposta anche la necessità di un Piano d’Ambito aggiornato e concretamente attuabile, capace di programmare investimenti, ridurre le perdite della rete, migliorare la qualità del servizio e garantire tariffe sostenibili per cittadini e imprese.

Per i sindaci dem, la priorità è evitare che i ritardi accumulati si traducano in ulteriori ricadute su cittadini e sistema produttivo, in un contesto in cui la frammentazione gestionale viene indicata come una delle principali cause delle inefficienze

UGL: “Basta incertezze su lavoratori e investimenti”

Sulla vicenda interviene anche l’UGL Sicilia, che chiede un cambio di passo immediato nella gestione della fase post-revoca. Il sindacato denuncia il rischio che a pagare le conseguenze del lungo contenzioso siano ancora una volta lavoratori e cittadini.

“Dopo oltre vent’anni di rinvii il sistema è arrivato al punto di rottura”, afferma il segretario regionale UGL Sicilia e segretario provinciale UGL Chimici Catania, Carmelo Giuffrida, sottolineando come il servizio idrico del Catanese sia rimasto intrappolato in una frammentazione che ha prodotto inefficienze e incertezze.

Preoccupazioni condivise anche da Giovanni Musumeci, che richiama la necessità di garantire continuità del servizio e tutela occupazionale, oltre alla realizzazione delle opere infrastrutturali attese da anni, dai depuratori alle reti fognarie.

L’UGL chiede quindi l’istituzione di un tavolo permanente di confronto che coinvolga ATI, Comuni, società interessate e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di definire tempi e modalità certe per la transizione. Una sede che, secondo il sindacato, non deve essere solo consultiva ma operativa, per evitare che l’ennesima fase di riorganizzazione si traduca in nuove incertezze per lavoratori e utenti.


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