PALERMO – Inizia il conto alla rovescia in vista della prima seduta dell’Ars e prende forma la squadra di governo che affiancherà il presidente della Regione Renato Schifani. Lo schema di massima c’è ma si deve limare qualcosa a livello di deleghe.
L’unico nome che rimane incerto è quello della donna (esterna al Parlamento siciliano) che andrà ad occupare la tanto ambita casella alla Sanità. Dal quartiere generale del presidente trapela poco o nulla. Il nome ancora non ci sarebbe dicono gli insider; ipotesi molto gettonata nella mattinata di ieri tra i corridoi di Palazzo dei Normanni è quella di Giovanna Volo (nome anticipato da La Sicilia), già dirigente dell’Asp di Palermo. Punti fermi della squadra sono invece gli altri due nomi di Forza Italia: Marco Falcone che dovrebbe ottenere la delega all’Economia ed Edy Tamajo diretto al Turismo o, come si vocifera con insistenza a Palazzo dei Normanni, alle attività produttive.
Un’ipotesi (maturata last minute) che quest’ultima che consentirebbe ai meloniani di bissare la presenza al Turismo dopo l’esperienza della scorsa legislatura. Il poker dei papabili assessori è costituito da Giusi Savarino (che dovrebbe ottenere la delega al territorio e ambiente), Alessandro Aricò (che dovrebbe essere riconfermato alla formazione), Elvira Amata e Giorgio Assenza in corsa per le attività produttive o per le infrastrutture (delega che nel valzer degli assessorati dovrebbe andare proprio a Fratelli d’Italia). Maggiori certezze in casa Dc. I cuffariani dovrebbero piazzare Nuccia Albano alla famiglia e Andrea Messina agli enti locali. Agricoltura e beni culturali andrebbero invece al Carroccio: rispettivamente a Luca Sammartino (futuro vicepresidente della Regione) e a Vincenzo Figuccia.
L’ultimo tassello del mosaico della giunta dovrebbe completarsi con l’assessorato all’Energia nelle mani di Roberto Di Mauro in quota Mpa. In attesa che il quadro si completi resta alta la tensione in vista del voto di domani sulla presidenza dell’Ars. La maggioranza dovrebbe avere i numeri necessari per blindare il meloninano Gaetano Galvagno, ma nessuno si sente di potere escludere un colpo di scena. Gli occhi restano puntati su Gianfranco Miccichè.

