Sicilia, M5S: "Musumeci fa propaganda, si dimetta"

Sicilia, M5S: “Musumeci fa propaganda, si dimetta”

Di Paola: “Non stiamo cercando un gatto ma un leone per vincere”. I nodi: inceneritori e bilancio .
LA CONFERENZA STAMPA
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PALERMO- Finanziaria e inceneritori: il Movimento Cinquestelle lancia il guanto di sfida al presidente Musumeci. Il filo conduttore della conferenza stampa dei deputati pentastellati è più o meno questo: l’annuncio sulla realizzazione di due inceneritori è una forma di mera propaganda per coprire i disastri legati alla Finanziaria e al bilancio. 

Trizzino e il bluff degli inceneritori 

Giampiero Trizzino apre le danze e fa un excursus della gestione dei rifiuti targata Musumeci mettendo qualche puntino sulle i: “Il ddl rifiuti non ha ottenuto il via libera da parte della stessa maggioranza di governo e nel piano regionale dei rifiuti non solo non si parla di inceneritori ma si dice che le discariche esistenti coprono le necessità dell’isola”. Trizzino lancia un’altra stoccata e assicura che non esiste alcun documento sull’argomento (soltanto la manifestazione d’interesse da parte di un’azienda), ma soprattutto denuncia che il sindaco di Gela (luogo di realizzazione di uno dei due impianti) è ignaro del progetto, non ci sarebbe stata inoltre alcun passaggio con le Srr e nemmeno con l’Ars. Da qui l’intenzione di presentare ricorso al Tar e l’accusa “di operazione elettorale”. A dare manforte a Trizzino ci pensa la deputata gelese Ketty Damante che accusa il presidente: “Gela è sempre la città siciliana sacrificabile”. 

Il versante catanese

Poi arriva il soccorso rosso(azzurro) con i colpi di fioretto delle deputate catanesi Gianina Ciancio e Jose Marano. La prima ricorda che a Catania si parla di inceneritori dal 2020 e che i pentastellati hanno presentato due mozioni (una di respiro regionale, l’altra comunale bocciata in consiglio). E attacca la giunta del meloniano Salvo Pogliese sulla gestione dei rifiuti. E al governo regionale assicura: “Ci faremo sentire in tutte le sedi per evitare la realizzazione di questi impianti”. La palla passa a Marano che sottolinea le contraddizioni della maggioranza leggendo ad alta voce alcuni passaggi del programma elettorale del centrodestra. “Musumeci si contraddice, in campagna elettorale parlava di riuso, riutilizzo e riciclo dei rifiuti e adesso vuole gli inceneritori”, dice.

Di Paola e Sunseri: i conti che non tornano e la richiesta di dimissioni 

Il capogruppo Nuccio Di Paola dopo un passaggio sui rischi in termini sanitari e ambientali degli inceneritori propone un’altra strada da imboccare: l’industria del riciclo che in termini occupazionali frutta quattro volte di più di quella degli inceneritori”. Chiusa la pratica dei rifiuti, il deputato Luigi Sunseri rappresenta lo stato dell’arte delle casse regionali. “Sono molto preoccupato sulla tenuta economica di questa Regione, i conti sono in stato comatoso”, dice. “E’ impossibile approvare la finanziaria entro i termini previsti dalla legge, così come temiamo che il prossimo governo regionale dopo Musumeci avrà non poche difficoltà a gestire la Sicilia”.  Sotto la lente d’ingrandimento del deputato ci sono i ritardi nella gestione della finanziaria ed il “buco di 980 milioni“ che impedisce di far quadrare i conti. Sunseri ricorda il record negativo del governo: 5 bilanci su 5 non sono stati approvati in tempo. La previsione? Finire in esercizio provvisorio se si dovesse superare il termine ultimo del 30 aprile. Un primo nodo riguarda l’assenza del parere dei revisori dei conti. Sunseri, inoltre, ha puntato il dito sulle minori entrate per 714 milioni compensate da 780 dello Stato, ma “saremo costretti – ha detto – a restituire a Roma decine di milioni di euro. Inoltre, mancano 60 milioni per intervenire nella compartecipazione dei progetti europei e si è chiesto a Roma di usare fondi extraregionali. Ed ancora, su un bilancio di 23 miliardi non si sono trovati 5 milioni per mantenere il Fondo autonomie locali a sostegno dei 390 comuni siciliani, un fondo che viene decurtato di anno in anno. Mai nessun governo era riuscito a portare conti così disastrosi”. 

La sfida delle regionali 

Il Movimento attraverso Di Paola invita il governatore alle dimissioni. “Alla luce dei fatti è meglio se Musumeci rassegni le famose dimissioni”. E guarda al futuro rispondendo ai cronisti.  “Un gatto? Stiamo cercando un leone per mandare a casa Musumeci”, dice giocando con le parole di Miccichè. Ma il felino, mette le mani avanti, va cercato con tutta la coalizione e definendo il metodo migliore. Il primo passo sarà l’insediamento del tavolo tecnico nelle prossime ore. 

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