Sicilia, potere e bugie |nel fantastico mondo di Crocetta

Sicilia, potere e bugie |nel fantastico mondo di Crocetta

Per il governatore non c'è niente per cui protestare. E ormai nessuno ci fa più caso.

PALERMO – Va tutto bene nel fantastico mondo di Rosario Crocetta. Dove la Sicilia si trasfigura in un’Isola felice in cui “non c’è nulla per cui protestare”. Parola del governatore che ieri sera a Catania ha ribadito la sua consueta narrazione di una Sicilia in cui è tutto sotto controllo, preconizzando un futuro prospero e roseo alla luce dei soldoni in arrivo da Roma per le infrastrutture. Così parlava Rosario Crocetta ieri alla Festa dell’Unità, così ha parlato tante e tante volte il governatore che alle critiche era solito rispondere che dove arrivava lui la gente applaudiva. Tutto bene, insomma. Qualcosa di più d’una bugia pietosa. Piuttosto ormai il copione di un monologo consunto che nemmeno impressiona più. Perché se in qualche modo bugie e potere sono fatalmente intrecciate a ogni latitudine, come raccontano le cronache romane dalle gesta di Matteo Renzi ai pastrocchi dei 5 Stelle, a Palazzo d’Orleans nell’era di Rosario Crocetta s’è persa, e da un pezzo, ogni misura. E le bugie ormai tali non sono più, avendo assunto la corporeità di un mondo incantato, un universo alternativo che vive solo nei racconti del presidente e dei pochi accoliti superstiti del suo sempre più silente cerchio magico.

“Non c’è un’emergenza rifiuti in Sicilia, vedete rifiuti per strada?”, faceva spallucce ieri il governatore, che oggi incontrerà al riguardo il ministro dell’Ambiente, dopo le ripetute reprimende romane sul tema. E dopo che il suo stesso assessore al ramo, magistrato, gli ha fatto giungere chiaro il messaggio che la disinvoltura del governatore sul tema può rischiare di procurargli grane giudiziarie. Ma no, “non c’è nulla per cui protestare”, risponde infastidito il primattore della tragicomica farsa del potere siciliano. Chissà come commenteranno l’uscita i dipendenti del libero consorzio di Enna, arrampicati su un tetto per un pasticcio figlio di pressapochismo e improvvisazione. E con loro gli altri dipendenti delle ex Province appesi a un filo. E i Comuni siciliani già arrivati al dissesto o pronti a portare i libri in tribunale. E con loro tutte le altre categorie sfinite da anni di buio e incertezze. Festeggeranno, forse, col presidente, gli oltre due miliardi di finanziamenti per opere pubbliche in arrivo da Roma. Sperando che non facciano la stessa fine del miliardo e rotti stanziati anni fa dal Cipe per fare uscire la Sicilia dall’età della pietra nell’ambito della depurazione e rimasti non spesi per anni fino al commissariamento, tanto per fare un esempio. La verità è che ormai le uscite di Crocetta non suscitano più nemmeno reazioni. Non c’è neanche una vocina d’opposizione che si prende la briga di ribattere. Si archiviano senza battere ciglio alla stregua di parole dal sen fuggite.

Ma quali contestazioni, quali malcontenti? Nel fantastico mondo di Crocetta non c’è posto per i gufi. E non serve nemmeno l’incomodo di qualche slide per raccontare la favola di un mondo migliore.


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