Catania – “Ieri mattina il Tribunale di Catania, nella persona della dottoressa Maria Rosaria Acagnino, ha accolto con ordinanza il ricorso dei trenta naufraghi provenienti da Pakistan e Bangladesh cui poco tempo addietro venne fisicamente impedito di sbarcare sul porto di Catania. La situazione fu allora ufficialmente sbloccata ricorrendo allo stratagemma dell’emergenza sanitaria, anche perché il capitano della nave, SOS Humanity, si rifiutava di lasciare il porto.” Lo dichiarano la segretaria del PD provinciale di Catania, Maria Grazia Leone, il responsabile Enti Locali, Salvo Spagano e Shueli Chrouda responsabile PNRR e politiche del Mediterraneo. “Il diritto riafferma la propria primazia sulla propaganda fatta sulla pelle degli esseri umani. Non soltanto infatti il Tribunale dichiara illegittimo il decreto interministeriale interdittivo dello sbarco (a firma congiunta di Viminale, Difesa e Infrastrutture), ma condanna i tre ministeri al pagamento delle spese legali sostenute dagli avvocati che hanno difeso SOS Humanity. In uno Stato di diritto non si piegano le leggi agli interessi, ma gli interessi alle leggi. Soprattutto quando l’oggetto della protezione è un bene fondamentale e non rinunciabile: il corpo di persone in fuga che chiedono aiuto. Nell’ordinanza si legge infatti che l’illegittimità del decreto poggia, fra l’altro, sul contrasto al divieto di trattamenti inumani e degradanti. Questo dunque era quel decreto, e tutti gli altri che gli hanno fatto e fanno compagnia: degradante e inumano”, aggiungono. “È a questo, alla comune umanità, che tutti dobbiamo piegare gli interessi di parte. Anche un governo tronfio e muscolare deve piegarvisi, poiché non può che soccombere, in uno Stato di diritto, alle leggi e ai diritti”, concludono.
Il Tribunale ha accolto il ricorso dei migranti.
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