Sparavano pallini sui passanti| Alla sbarra i “cecchini” di via Asiago

Sparavano pallini sui passanti| Alla sbarra i “cecchini” di via Asiago

Il pm ha presentato le richieste di pena. Per maggio è attesa la sentenza.

il processo
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CATANIA – Hanno seminato il panico tra i residenti e i frequentatori di via Asiago. Appena un anno fa la centrale strada catanese è diventata teatro di inquietanti episodi. Alcuni cittadini sono stati colpiti da colpi di pistola a pallini: pallottole vaganti che hanno ferito almeno quattro persone. Questo il dato che è risultato dalle denunce raccolte la primavera scorsa da Polizia e Carabinieri. Da un’indagine mirata la Squadra Mobile, con il supporto degli agenti del Commissariato di Borgo Ognina e degli esperti della Polizia Scientifica del Reparto Balistica, in poche settimane ha individuato i due “cecchini” che finirono ai domiciliari. Sono stati scarcerati, dopo nove mesi di custodia cautelare, qualche giorno fa.

Per i due ventenni (A.C. e L.C. le iniziali) il processo è arrivato a un punto cruciale: presentate le richieste di pena da parte della Procura di Catania. Due anni e 3 mila euro di multa per i due ventenni è la condanna chiesta dal pm al Gup Daniela Monaco Crea. Nella sua requisitoria il sostituto procuratore ha evidenziato la poca furbizia (per usare un sinonimo) dell’agire dei due imputati e ha ricostruito gli elementi probatori schiaccianti nei confronti dei ventenni. I due hanno ammesso le responsabilità, il primo già in sede di interrogatorio di garanzia, il secondo invece nel corso della scorsa udienza. Nel procedimento si sono costituiti parti civili alcuni dei feriti.

L’inchiesta non sembra lasciare spazio alle incertezze. Gli esperti della balistica hanno intercettato la traiettoria che ha permesso lo scorso anno di identificare l’appartamento da dove sono stati esplosi i colpi. E’ stato scoperto che si tratta di pallini esplosi da una carabina modificata.

Uno dei due ventenni è difeso dagli avvocati Giuseppe e Daniele Napoli, che hanno chiesto il riconoscimento delle attenuanti dovute al risarcimento del danno e il minimo della pena prevista. “Si tratta di due ragazzi per bene – afferma il difensore – che hanno sottovalutato quello che stavano facendo in quel momento e cioè che potevano provocare un nocumento”. Sull’arma l’avvocato Napoli precisa che è stato appurato che si trattava di un fucile ad aria compressa che non superava per livello di potenza i 7.5 joule. “Hanno scambiato la realtà per la play station” – commenta il legale.

Il processo è stato rinviato a maggio per le eventuali repliche e per la sentenza.

 


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