La statua restaurata dell’Immacolata Vergine, domani benedizione

La statua restaurata dell’Immacolata Vergine, domani benedizione

Nella Chiesa di Sant’Eligio, situata nell’omonimo vicolo

PALERMO – È alta 1,77 metri, la base è larga 45 cm, è rivestita con 12 chilogrammi di lamine in argento: è la statua dell’Immacolata Vergine degli Argentieri e Orafi, la cui struttura in legno – realizzata a Ortisei da Daniel Peratoner – è stata “rivestita” dall’artista Pietro Accardi con la collaborazione di Giovanni Diluvio e finanziata da Carlo Barraja, erede di una storica famiglia di gioiellieri palermitani. L’abito si compone di manto e veste: la veste è cesellata con tanti piccoli gigli, simbolo di bellezza e di purezza mentre il manto presenta un disegno ornamentale molto usato nel decoro dei manufatti sacri. Lo stellario, punteggiato da pietre preziose, rappresenta invece le 12 tribù d’Israele e i 12 apostoli.

La statua dell’Immacolata Vergine verrà benedetta domani, domenica 29 giugno, nella Chiesa di Sant’Eligio, situata nell’omonimo vicolo tra piazza San Domenico e il cuore della Vucciria, in occasione della Festa del Santo Patrono degli Orafi e Argentieri. “Con il desiderio – dice Carlo Barraja – che un giorno possa trovare un posto definitivo nella ricostruita chiesa di Sant’Eligio, ormai in stato di abbandono da troppi anni e in attesa di un restauro che la riporti agli antichi splendori”.

La storia della chiesa di Sant’Eligio

Il tema del recupero della Chiesa di Sant’Eligio è tornato di attualità: fu fondata nel XV secolo e nacque come sede spirituale per la corporazione degli artigiani del metallo prezioso, uniti sotto la protezione del vescovo francese Eligius, figura emblematica per la sua rettitudine e per l’abilità nell’arte orafa. La Chiesa, però, ha subito diversi crolli nella prima metà del secolo scorso a causa di incuria e alluvioni e nei fatti è stata abbandonata, rimanendo chiusa per decenni (manca anche il tetto), nonostante custodisse un’eredità artigiana di grande valore storico e culturale, compresi alcuni stucchi del Serpotta.

Negli ultimi venti anni si è sviluppata una lodevole attività per la sua ricostruzione, con la piena disponibilità dell’Associazione provinciale Orafi, Argentieri, Gioiellieri, Orologiai e Affini della provincia di Palermo presieduta dal gioielliere Silvano Barraja. Da anni viene celebrata una messa il 1° dicembre, memoria liturgica di S. Eligio, e un’altra la domenica più prossima al 25 giugno, ricorrenza dell’arrivo a Roma delle reliquie del santo patrono.

L’affidamento dei lavori di restauro

Adesso si sono intensificati i colloqui con l’Arcidiocesi di Palermo per cercare di sciogliere i nodi di una intricata matassa giuridica. La soluzione più probabile è quella di un affidamento dei lavori di restauro alla Congregazione di S. Eligio, che formalmente è proprietaria della Chiesa e intestataria del Museo Diocesano di Palermo che a sua volta cederebbe la Chiesa in comodato gratuito all’Associazione Orafi e Argentieri che, con il contributo di tutti i suoi componenti, si impegnerebbe a reperire i fondi per la ricostruzione e la successiva manutenzione.

“È un segnale forte di quanto il tessuto produttivo locale, con un atto di vero mecenatismo, possa essere custode della bellezza della propria città e delle proprie radici – dice Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo -. Non è solo un atto di generosità ma una testimonianza concreta di devozione, visione e impegno da parte di una Associazione che ha segnato profondamente l’identità della nostra città”.

La cerimonia: il programma

Il programma della cerimonia prevede alle 18 una messa celebrata dal vicario fra’ Salvatore Zagone. La Statua dell’Immacolata Vergine verrà presentata dalla professoressa Rita Cedrini, presidente del Comitato Festa di Sant’Eligio e sarà benedetta nel corso della cerimonia. Sarà presente anche il corpo bandistico “I Fiati della Normanna”, diretti dal maestro Aldo Terzo.


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