"Sull'Amia si arrivi a un accordo|per scongiurare rischi igienico-sanitari"

“Sull’Amia si arrivi a un accordo|per scongiurare rischi igienico-sanitari”

davide faraone
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“Comune a Amia si mettano d’accordo e arrivino a un’intesa sul contratto di servizio e sui 12 milioni del corrispettivo trattenuti dall’amministrazione comunale. Si sblocchino, nel contempo, i 64 milioni di Fondi Cipe per gli interventi strutturali a Bellolampo. Sono queste le condizioni per evitare che i commissari vadano in Tribunale per sancire il fallimento di Amia con le drammatiche ricadute igienico-ambientali per la città e occupazionali per i lavoratori”. Lo dice Davide Faraone, capogruppo del Partito Democratico al comune di Palermo, anticipando la posizione che terrà lunedì 25 luglio in occasione della conferenza dei capigruppo che si svolgerà alla presenza dei commissari dell’azienda di igiene ambientale, dell’assessore comunale alle società partecipate, Giuseppe Genco, del ragioniere generale, Paolo Bohuslav Basile e del direttore generale, Gaetano Lo Cicero.

“Ho la sensazione – aggiunge – che la politica stia mettendo il bastone tra le ruote ad Amia che, grazie al lavoro dei commissari, a cui va il mio convinto sostegno e a cui però chiedo maggiore interlocuzione e trasparenza con il Comune, sta tentando di risanare un’azienda altrimenti destinata al fallimento. Un atteggiamento incomprensibile e colpevole che va a danno della città e che probabilmente nasce dal fatto che i vertici non rispondono più ai politici ma al Tribunale di Palermo e al Ministero dello Sviluppo economico. Solo così si può spiegare la grande disponibilità, nonostante l’assenza di piani industriali, verso Gesip e il muro contro Amia sulla quale il consiglio ha votato un piano di ricapitalizzazione”.

“Credo che il consiglio comunale – conclude Faraone – debba immediatamente battere un colpo prima che la città venga travolta da una nuova e più preoccupante, vista la stagione calda, emergenza igienico-ambientale. Lunedì alla conferenza dei capigruppo chiederò che venga inserito all’ordine del giorno di Sala delle Lapidi il punto per l’adeguamento del contratto di servizio bloccato da dieci anni e che ricordo essere di gran lunga inferiore rispetto a quello proposto qualche anno fa da quei vertici finiti nell’occhio del ciclone giudiziario: 6 milioni contro i 45 milioni chiesti allora da recuperare con l’aumento della Tarsu che noi abbiamo impedito. Contemporaneamente invito le organizzazioni sindacali a interrompere lo stato di agitazione e di ritornare ai turni di conferimento normali per garantire ai cittadini e ai turisti di vivere in una città pulita”.


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