Sulle amministrative di giugno |è scattato l'assalto alla diligenza

Sulle amministrative di giugno |è scattato l’assalto alla diligenza

Si vota in quattro comuni della provincia: Caltagirone, Giarre, Grammichele, Ramacca.

CATANIA. In tutti e quattro i Comuni la partita si gioca sul filo di lana. La battaglia per le amministrative in provincia di Catania prosegue in sordina ed a fari spenti. Stranamente lontana dal consueto battage mediatico che una competizione elettorale impone. Sarà che a farla da padrona è una certa stanchezza della gente nei confronti della politica o sarà anche che, in verità, la resa dei conti è lontana ancora tre mesi abbondanti: si vota, infatti, il 5 giugno.
 Quattro, come si diceva, i municipi al voto. E si tratta di quattro Comuni di non poco conto in quello che è lo scacchiere della provincia etnea: un braccio di ferro che fa gioco-forza tra le forze politiche in campo. Termometro esatto (o quasi) e campo di allenamento delle avvisaglie che da qui a qualche mese si scateneranno attorno alla grande torta della tornata elettorale della Regione. Su ben tre dei quattro Comuni in questione il percorso amministrativo si è interrotto o per la mozione di sfiducia presentata dai consiglieri comunali (vedi Caltagirone e Grammichele) o per le dimissioni dello stesso primo cittadino (Giarre).

GRAMMICHELE. Nella città che ha dato i natali a Raffaele Lombardo, lo scorso 18 dicembre è stata una mozione di sfiducia presentata e votata da 14 dei 20 consiglieri a far decadere il sindaco uscente Salvatore Canzoniere. Il suo quarto interregno è poco più di due anni e mezzo. Salvatore Canzoniere si ricandiderà e lo farà con la lista Grammichele Libera. Alla corsa di primo cittadino – al momento – ci sono anche Sebastiano Caruso del Pd; Francesco Specchiale sostenuto da una serie di liste civiche e Giuseppe Porpora del Movimento 5 Stelle.

CALTAGIRONE. Era il 21 aprile dello scorso anno quando venne sfiduciato l’ex sindaco Nicola Bonanno. Da allora è trascorso praticamente un anno caratterizzato da tentativi di riconciliazione e costruzione di grandi coalizioni. Il risultato è stato la frammentazione delle candidature: per la poltrona di primo cittadino ne concorrono sei. Si tratta di Fabio Roccuzzo (Caltagirone Bene Comune), Giacomo Cosentino (Fronte Nazionale Siciliano), Gino Ioppolo (Forza Italia), Angelo Malannino (Amo Caltagirone) e Franco Pignataro (Pd). A loro si aggiunge anche quella più recente di Giulio Sinatra (del M5S).

RAMACCA. Il sindaco Francesco Zappalà va a scadenza naturale del suo mandato. Le caselle da riempire sul fronte delle candidature restano tante. Lo stesso Zappalà che rappresenta il fronte del centrosinistra attende ancora il semaforo verde ufficiale: scalpita, infatti, dalle retrovie l’attuale vice-presidente del consiglio Nunzio Vitale. In casa Movimento cinque stelle potrebbe essere, invece, annunciata la discesa in campo di Gaetano Nicolosi. Al momento, le uniche candidature certe restano quelle di Paolo D’Amato (Progetto Sicilia) e dell’ex assessore provinciale Francesco Nicodemo (FacciAmo Ramacca).

GIARRE. Qui la partita è non solo agli inizi ma anche fresca del bailamme esploso senza alcuna esclusione di colpi con il culmine giunto con le dimissioni del sindaco Roberto Bonaccorsi. Della querelle tra l’ex primo cittadino ed il deputato regionale Luca Sammartino vi abbiamo già raccontato attraverso le cronache di Livesiciliacatania: è tutto in itinere per quella che sarà una corsa contro il tempo e che avrà diversi interrogativi da sciogliere. A partire dalla ricandidatura, o meno, dello stesso Bonaccorsi.

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