Tajani in Sicilia, è derby Catania-Palermo dentro Forza Italia

I giorni del derby Catania-Palermo in FI. Tajani: “Non cederemo la Regione”

Polemiche per le frasi di Falcone su Caruso. Oggi il vicepremier con Schifani
FORZA ITALIA
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PALERMO – Forza Italia in Sicilia “sta bene”, ha avuto “uno straordinario risultato” alle elezioni europee: per questo motivo “non cederà la presidenza della Regione”. Antonio Tajani a Catania getta acqua sul fuoco delle polemiche divampate nel partito siciliano ben prima che mettesse piede sull’aereo che lo avrebbe portato nell’Isola.

Il derby di Forza Italia tra Catania e Palermo

Nella due giorni siciliana che assomiglia tanto ad un derby Palermo-Catania tutto interno al partito, il segretario di Forza Italia divide il suo tempo equamente. Venerdì all’ombra dell’Etna, con il deputato europeo Marco Falcone, voce critica in FI, a fare da Cicerone e organizzatore di una serie di incontri ‘face to face’. Oggi, sabato 17 gennaio, la kermesse al teatro Politeama di Palermo con il presidente della Regione, Renato Schifani, e il coordinatore azzurro in Sicilia, Marcello Caruso, per raccontare i risultati raggiunti dal governo regionale.

Falcone contro Caruso

“Schifani sta governando bene”, evidenzia Tajani nel giorno in cui, però, tengono banco le polemiche. Quando il vicepremier atterra a Fontanarossa il bubbone è già scoppiato. La micca la accende Falcone, che dalle colonne del ‘Giornale di Sicilia’ attacca Caruso chiedendogli un passo indietro per pacificare il partito. Parole che innescano un vortice di reazioni.

marcello caruso
Marcello Caruso

Il fuoco delle polemiche in Forza Italia

I primi a prendere le distanze sono i deputati catanesi Nicola D’Agostino e Salvo Tomarchio. Entrambi partecipano al primo appuntamento di Tajani a Catania, al quotidiano ‘La Sicilia’, ma non agli incontri faccia a faccia dell’hotel Plaza.

D’Agostino: “No alla delegittimazione di Caruso”

“Non mi aspettavo un clima così teso e praticamente precongressuale”, dice D’Agostino. “Delegittimare pubblicamente il coordinatore regionale non fa il bene del partito”, aggiunge. Per D’Agostino “occorre discutere dei problemi nelle sedi giuste, senza mai nascondere la verità ma neppure facendo regali gratuiti agli avversari”.

Tomarchio: “Stupito dalle parole di Falcone”

Tomarchio va giù duro: “Leggo con stupore e inquietudine le dichiarazioni di Falcone, che gioca a rompere e creare caos all’interno provando a indebolire il governo Schifani”. E ancora: “Non consentiremo la dittatura della minoranza”. L’ex assessore al Comune di Catania dribbla gli incontri del Plaza: “Tajani è sempre stato attento alle necessità dei territori, se dovesse esserci necessità di incontrarlo sono certo che troveremo le porte della segreteria nazionale di Roma aperte”.

Calderone:” Tensioni? Non è colpa nostra”

Dal fronte Falcone scende in campo il deputato nazionale Tommaso Calderone: “Ha ragione D’Agostino, bisogna discutere dei problemi nelle giuste sedi. La ‘giusta sede’ sarebbe la segreteria regionale che però non è mai stata riunita e, addirittura, ho il dubbio che esista. Da tre anni purtroppo c’è stata poca collegialità, ecco perché auspichiamo una nuova stagione di ritrovata condivisione, rispetto alle decisioni d’imperio. Clima teso? È vero, ma non a causa nostra”.

Interviene anche il capogruppo degli azzurri al consiglio comunale di Catania, Piermaria Capuana: “Nessun tentativo di delegittimazione nelle parole di Falcone rispetto a Caruso. Siamo davanti ad un appello politico all’unità vera del partito, fondato su confronto, partecipazione e rispetto dei territori”. Polemiche che gettano ulteriore benzina sul fuoco in un giorno già difficile per Forza Italia, con la notizia dell’indagine sul deputati nisseno Michele Mancuso.

A fine giornata Falcone torna sull’argomento. “Nulla di personale verso nessuno e men che meno verso l’attuale segretario. Il tema è politico e noi lavoriamo per trovare soluzioni che diano lustro e prestigio al partito”. Caruso non replica ma le persone a lui più vicine riportano il suo pensiero: “Non entro nel merito del mio ruolo, il mio compito è salvaguardare il partito e lavorare al meglio per Forza Italia”.

Gli incontri dell’hotel Plaza

Il coordinatore regionale di Forza Italia va a Catania ad accogliere Tajani accompagnandolo nelle sue tappe etnee. Caruso arriva fino al Plaza per cortesia istituzionale verso il proprio segretario, ma a quel punto un saluto veloce e il ritorno a Palermo. Nell’hotel di viale Ruggero di Lauria, infatti, Falcone ha organizzato una serie di incontri tra gli esponenti della sua ala e Tajani: un modo per quantificare e qualificare il proprio peso specifico al di là del tesseramento appena chiuso. È il pomo della discordia che ha rialzato il tasso di litigiosità nel partito.

Tajani e Falcone
Antonio Tajani e Marco Falcone

Chi c’era a Catania

Sono quattro su 14 i deputati regionali che accolgono l’invito di Falcone. C’è il capogruppo Stefano Pellegrino, che porta con sé il presidente del consiglio comunale di Marsala e aspirante candidato sindaco nella cittadina lilibetana Enzo Sturiano. Pellegrino è anche tramite per l’imminente ingresso nel partito di Salvatore Quinci, sindaco di Mazara del vallo e presidente del Libero consorzio dei comuni di Trapani, che si collega in videochiamata con Catania.

Al Plaza anche il deputato monrealese Marco Intravaia e i messinesi Alessandro De Leo e Bernardette Grasso. “Era doveroso ed educato, oltre che un piacere, salutare il segretario nazionale”, dice Grasso che oggi non sarà a Palermo. “Purtroppo – spiega – a causa di una coincidenza di impegni”. Nella sua agenda c’era da tempo l’organizzazione di una iniziativa a sostegno del sì al referendum sulla giustizia, alla quale parteciperà anche il vice presidente della Camera Giorgio Mulè, altra voce critica rispetto al tandem Schifani-Caruso. Dall’entourage di Grasso però ribadiscono: “L’assenza all’iniziativa di Palermo non ha alcun significato politico, solo un doveroso rispetto di impegni presi in precedenza”.

Antonio Tajani

Al Plaza non si vede il deputato nazionale Giuseppe Castiglione ma arriva la senatrice Daniela Ternullo. Ci sono anche il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, il vice segretario di Forza Italia a Enna, Francesco Occhipinti, e il segretario provinciale degli azzurri ragusani Giancarlo Cugnata. Tra tanti volti azzurri spunta anche quello di Giovanni La Via, possibile nome dell’area Falcone per la Giunta regionale, se mai dovesse ritornare il sereno tra le parti.

Al Plaza spunta anche Raffaele Lombardo

Arriva anche il leader del Movimento per l’autonomia Raffaele Lombardo: “Soltanto un breve abbraccio – assicura -, avevo già anticipato a Tajani che sarei andato a salutarlo”. L’ex governatore assicura di non avere parlato di politica con il vicepremier: “Se dovesse esserci la necessità di parlare di alcuni tempi lo faremo a Roma”.

Raffaele Lombardo
Raffaele Lombardo

Tajani, Schifani e Caruso oggi al Politeama

Oggi, intanto, i riflettori sono puntati su Palermo, tappa di ritorno di questo particolarissimo derby azzurro in salsa siciliana. Schifani nelle ultime ore è rimasto in silenzio davanti al divampare delle polemiche e si è concentrato sul suo intervento al Politeama. Il governatore ripercorrerà i risultati raggiunti dal suo governo e potrebbe riservare anche qualche stoccata alla fronda interna. Dopo la kermesse del Politeama, Tajani incontrerà a Palazzo dei Normanni il gruppo parlamentare all’Ars: “Sarà l’occasione per parlare alla luce del sole e non nei caminetti”, chiosa un deputato vicino al presidente della Regione.


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