PALERMO – “Leggo in queste ore attacchi e polemiche da parte delle opposizioni sulla mancata convocazione del Consiglio comunale durante il periodo di Ferragosto. Credo sia opportuno fare chiarezza, lasciando parlare i fatti e i documenti. Il Consiglio comunale di Palermo è il più convocato d’Italia e l’attività dell’Aula è stata intensa e costante, basti pensare che il Consiglio si è riunito con una media di dieci sedute al mese. Inoltre, comporta dei costi. Non possiamo dimenticare che nel corso del tempo sono state numerose le sedute andate a vuoto, anche per la mancanza del numero legale”. Lo dice il presidente del Consiglio comunale di Palermo, Giulio Tantillo, replicando alle opposizioni.
“La decisione di sospendere i lavori durante il periodo di Ferragosto è stata assunta in conferenza dei capigruppo, anche su sollecitazione di numerosi consiglieri, compresi esponenti della minoranza. Non si è trattato, dunque, di una decisione personale o arbitraria del presidente – aggiunge -. Quanto alle proposte di delibera che oggi vengono indicate come urgenti e che avrebbero richiesto, secondo alcuni, la convocazione dell’Aula anche nel periodo di Ferragosto, vorrei ricordare che le sollecitazioni sono partite proprio dal sottoscritto”.
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“È il caso, ad esempio, della proposta di delibera ASACOM, che ho trasmesso alla Commissione competente proprio durante questo periodo di sospensione dei lavori, affinché potesse essere esaminata e portata avanti. Ricordo inoltre che l’ultima seduta dedicata ai debiti fuori bilancio è saltata per mancanza del numero legale” ha aggiugno.
“Per quanto riguarda il PUDM, è bene precisare che la sua trattazione in Consiglio comunale è possibile a partire dal 25 agosto, data nella quale è stato deciso di convocare l’Aula. Anche su questo punto, quindi, i fatti sono molto diversi dalla rappresentazione che viene fatta in queste ore. Non mi sento di aggiungere altro, perché fatti, atti e documenti parlano da sé. Palermo ha bisogno di un Consiglio comunale che lavori con serietà e responsabilità, non di polemiche costruite sul calendario delle sedute” conclude il presidente.




