PALERMO – L’idea del tram in via Libertà è diventata di colpo un po’ più concreta. La giunta Orlando ha infatti avviato ufficialmente l’iter per la progettazione delle sette nuove linee del tram, di cui tre già finanziate dal Patto per Palermo con 200 milioni di euro e che si potranno realizzare in tre anni. Il Comune ha già approntato lo studio di fattibilità e avviato il dibattito pubblico e così, grazie a una delibera approvata ieri, si è entrati in una nuova fase.
Gli uffici infatti dovranno predisporre entro una settimana il bando per un concorso internazionale di idee che riguarderà tutte e sette le linee: in una prima fase si sceglieranno le migliori cinque proposte e poi, successivamente, si sceglierà a chi affidare la progettazione. La giunta sceglierà il tracciato migliore, dopodiché si procederà con il bando per l’assistenza tecnico/giuridico/economica al Rup. Fin qui l’iter riguarderà tutte e sette le linee, ma siccome al momento i soldi bastano solo per le prime tre, il bando per la progettazione esecutiva e l’appalto dei lavori si farà solo per le linee A, B e C che verranno completate nel giro di tre anni. Per le altre quattro, per le quali servono altri 400 milioni che vanno ancora trovati, ci sarà solo la progettazione che sarà però necessaria per mettersi a caccia di fondi.
Tecnicismi a parte, il segnale politico è chiaro: mentre gli altri candidati a sindaco discutono di soluzioni alternative al tram in via Libertà, Orlando tira dritto forte del fatto che proprio in centro i binari saranno senza pali e senza barriere. “Alla vigilia dell’incontro del Comitato di controllo e gestione del Patto per il Sud che si svolgerà a Palermo nei prossimi giorni con il Ministro De Vincenti – dice il vicesindaco Emilio Arcuri – l’Amministrazione conferma la velocità e operatività nei propri uffici per dare attuazione al piano che prevede di dotare la città di sempre più numerose linee di tram”. Per Orlando “si delinea sempre più l’idea della città del futuro nella quale, grazie anche a un diffuso sistema di trasporto su rotaia a ridottissimo impatto ambientale, tutte le periferie saranno velocemente collegate al centro, ridisegnando la geografia degli spostamenti urbani e dei servizi in una ottica di sostenibilità e vivibilità”.
Come detto, in totale il Comune intende costruire in futuro ben sette linee di tram ma i 199 milioni del Patto per Palermo bastano per le prime tre, ossia la A, la B e la C. La prima sarà un prolungamento della 1 dalla Stazione centrale fino a via Croce Rossa, passando per via Roma, via Amari e via Libertà (in totale 11,5 chilometri andata e ritorno); la seconda andrà dalla Stazione Notarbartolo a via Duca della Verdura, collegando in poche parole la Stazione centrale a Notarbartolo; la terza, per un totale di 8 chilometri andata e ritorno, collegherà Calatafimi a Orleans passando da via Basile, chiudendo così il cerchio e dando un senso alla linea che attualmente attraversa viale Regione.
La D (9 chilometri) arriverà a Bonagia toccando via Lodato e via Villagrazia (mediante un nuovo ponte sull’Oreto), collegando così il centro al cimitero di Sant’Orsola e agli ospedali Civico e Policlinico (dove è previsto anche un grande parcheggio multipiano); la E (20 chilometri) andrà dallo stadio a Mondello passando da via Lanza di Scalea, via dell’Olimpo e via Mattei; la F (9 chilometri) passerà via mare; la G arriverà fino a Sferracavallo.
“Plauso per la scelta del concorso internazionale di progettazione per le nuove linee tranviarie e un invito: sia l’occasione per attivare processi di rigenerazione urbana nei luoghi attraversati dal tram – dice in una nota il presidente dell’ordine degli Architetti Francesco Miceli – la settimana scorsa, in due distinti eventi abbiamo discusso insieme agli ingegneri e ad esponenti del mondo accademico di strategie di mobilità sia nel centro urbano che nell’area metropolitana, consegnando al Comune riflessioni e critiche. Oggi – sottolinea Miceli – la scelta del concorso internazionale può garantire soluzioni di qualità al sistema tranviario e alla sua realizzazione. È la strada che abbiamo sempre auspicato – continua – e ci auguriamo che la procedura dei concorsi, così come già richiesto dall’Ordine in varie occasioni, divenga la prassi utilizzata da tutti gli enti nel campo delle opere pubbliche. Di grande rilievo anche la scelta di prevedere due fasi di concorso. Nel caso del tram, la prima fase sarà decisiva per definire tracciati e relazioni col contesto urbano”.

