CATANIA – “Vogliono isolare il Meridione”. Senza peli sulla lingua, il presidente di Confcommercio Sicilia, stamattina, ha analizzato la situazione del trasporto che riguarda l’isola, avviata a perdere il ruolo di centro del Mediterraneo a causa della politica “germanocentrica” assunta dall’Europa e per l’assenza di un progetto serio di rilancio da parte della politica locale e nazionale. “Oggi che la Sicilia è al centro del Mediterraneo – afferma Agen – in posizione strategica geograficamente, rischia la marginalizzazione dal resto del mondo. Come presidente di Confcommercio Sicilia e come incaricato per le politiche del Mezzogiorno – aggiunge – non posso che esprimere stupore per l’assordante silenzio sotto cui sta passando, sia a livello nazionale che regionale, la definitiva emarginazione del meridione d’Italia e della Sicilia con il declassamento dell’aeroporto di Catania, l’addio all’alta velocità oltre Napoli, la definitiva rinuncia al ponte sullo stretto. Stupisce che nessun politico, a cominciare dal presidente della Regione Crocetta e per finire col duo Letta – Lupi, passando per tutte le forze politiche – continua – abbia compreso l’importanza di battersi a livello europeo per evitare che si compia l’ultima follia condannando definitivamente quel poco di imprenditoria che ancora resiste al Sud”.
Secondo Agen, senza contributi europei non ci potrà essere per la Sicilia possibilità di sviluppo fino al 2025, vanificando le potenzialità di sviluppo del settore turistico, trainante per l’economia dell’isola, e perdendo la possibilità di diventare piattaforma logistica nel Mediterraneo. Il tutto quando, per i prossimi anni, sono previsti flussi turistici enormi da parte dei paesi orientali. “I cinesi stanno finanziando il raddoppio del Canale di Suez – spiega il presidente – per incrementare i loro rapporti commerciali e la Sicilia potrebbe essere un’ottima base logistica”
Un’opportunità che però, potrebbe essere inficiata dall’assenza di una strategia in materia di trasporti. Per questo, la proposta di Confcommercio è quella di far sedere intorno a un tavolo i governi regionale e nazionale, per progettare il sistema logistico più idoneo per la Sicilia, un piano di trasporti che sostenga lo sviluppo del turismo e delle esportazioni, che attiri nuovi imprenditori per investire nell’isola. Composta da pochi porti con un’unica autorità portuale, dai quattro aeroporti dell’isola (Catania, Palermo, Trapani e Comiso), autostrade e alta velocità. Tutto ciò richiede uno studio di fattibilità del sistema logistico siciliano – conclude – che al momento solo la Cina ha realizzato”.

