Trattativa Stato-mafia, slitta il deposito della sentenza di appello

Trattativa Stato-mafia, slitta il deposito della sentenza di appello

Saranno i giudici a notificare alle parti il deposito la cui data non è stata resa nota
PALERMO
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PALERMO – Slitta il deposito della sentenza d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Il termine, fissato in un primo momento a 90 giorni dal verdetto, poi prorogato di altri 3 mesi, scade domani, ma la corte d’assise d’appello che ha celebrato il processo sul presunto accordo tra la mafia e pezzi dello Stato ha comunicato un ulteriore rinvio.

Saranno i giudici a notificare alle parti il deposito la cui data non è stata resa nota. Dopo una pioggia di condanne pesantissime, la corte d’assise d’appello ha ribaltato il verdetto demolendo un impianto accusatorio messo su in anni di indagini e processi. Assolti dall’accusa di minaccia a Corpo politico dello Stato Mario Mori, ex generale dei carabinieri del Ros, Antonio Subranni, ex capo del Raggruppamento Speciale dell’Arma, e l’ufficiale Giuseppe De Donno. Assolto anche Marcello Dell’Utri, ex senatore azzurro accusato dello stesso reato. Condanne pesanti, invece, per i capimafia Leoluca Bagarella e Nino Cinà, che con la violenza delle bombe mafiose fecero guerra allo Stato. Una decisione complessa che ha fatto discutere e che solo le motivazioni della sentenza chiariranno.


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