Truffe online, il Codacons: “Usano i numeri dei carabinieri”

Truffe online, il Codacons: “Usano i numeri dei carabinieri”

Parlano di frodi, dicono di indagare e chiedono i dati

CATANIA – La nuova truffa online è ben architettata, si serve in maniera fraudolenta di numeri di telefono che corrispondono al comando provinciale dei Carabinieri, alla Polizia postale, di nominativi di forze dell’ordine realmente in servizio, nonché del recapito telefonico e di nominativi di impiegati della propria banca di fiducia.

Lo rendono noto, con un comunicato, il Codacons e Tanasi consumers. Secondo l’associazione di consumatori, in varie telefonate, effettuate da finti militari, vengono segnalati alcuni movimenti sospetti su alcuni conti correnti. E questo nell’ambito di una ipotetica indagine relativa a frodi on-line.

Viene segnalata una società che sarebbe riuscita a disporre una serie di Rid, chiaramente non autorizzati, che avrebbero comportato addebiti indesiderati e che avrebbero potuto svuotare i conti corrente interessati.

Per collaborare nelle indagini su questa falsa frode on-line, viene richiesta alla vittima della truffa la collaborazione per riuscire a risalire ai riferimenti dei Rid nascosti. “Un esperto amministratore di condominio è finito nei giorni scorsi nella rete dei truffatori – dice l’avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’ufficio legale Codacons – con bonifici disposti su conti corrente condominiali”.

Questa organizzazione, secondo l’avvocato Sardella, “è spesso a conoscenza della identità personale, familiare e del numero di carta d’identità dello stesso truffato, citati dal presunto Ispettore per dare forza al fatto che si tratti di forze dell’ordine”.

“Bisogna diffidare da ogni telefonata in cui vengono richiesti dati sensibili, anche se in apparenza la richiesta proviene dalle forze dell’ordine. Mai – spiega il legale – fornire informazioni personali e se accade bisogna agire prontamente contattando la Banca e recarsi presso le forze dell’ordine! Nessuna operazione su conti correnti viene mai richiesta dalle forze dell’ordine o dalle banche telefonicamente e online. Non bisogna comunicare mai coordinate bancarie o dati sensibili. Diffidare sempre”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI