PALERMO – “Ho massimo rispetto per il lavoro della magistratura. L’assessore Turano ha avuto il garbo di informarmi subito sull’indagine e io gli ho rinnovato la mia fiducia”. È così che il presidente della Regione Nello Musumeci ha commentato il caso giudiziario che ha coinvolto l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano, indagato per corruzione a Trapani, a margine della conferenza stampa per la presentazione del bando per la concessione del demanio marittimo.
Ieri per la politica regionale è stata una giornata convulsa. Prima, in mattinata, all’assessore Turano è stato recapitato l’avviso di garanzia riferito a reati che sarebbero stati compiuti due anni fa. Poi, nel pomeriggio, all’Ars è venuto meno il numero legale quando si trattava di approvare i debiti fuori bilancio. A far mancare i numeri sono stati alcuni deputati della maggioranza. Incerto, ancora, il motivo per cui abbiano agito in questo modo, affossando di fatto il disegno di legge: per alcuni si è trattato di una reazione alla proposta di alcuni rappresentanti della maggioranza di allargare la coalizione di governo guardando alle opposizioni; per altri, invece, si è trattato di una mera manovra per ottenere più tempo e quindi più approfondimenti sulla natura dei debiti da 44 milioni di euro.
“Non so cosa sia la maggioranza – ha ammesso il governatore Musumeci –. Non possiamo contare su una maggioranza parlamentare e l’ho sempre detto. Noi abbiamo una coalizione, che è cosa diversa dalla maggioranza. I deputati possono uscire dall’Aula perché vogliono prendere un po’ d’aria, per fumarsi una sigaretta o perché non si vogliono prendere la responsabilità di approvare i debiti fuori bilancio. Non mi occupo di geografia politica – ha proseguito – e non mi posso nemmeno occupare del comportamento dei deputati. Garantire che siano in Aula è compito del capogruppo. Sono convinto che un deputato dell’opposizione possa votare un provvedimento con la stessa responsabilità di chi appartiene alla coalizione di governo È chiaro però – ha concluso Nello Musumeci – che io apprezzo i deputati presenti in Aula e non apprezzo quelli che vedo solo in campagna elettorale o nel mio ufficio”.
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