Turismo, le proposte della Confapi per rilanciare il settore - Live Sicilia

Turismo, le proposte della Confapi per rilanciare il settore

Il punto della presidente Mirabelli.
PALERMO
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PALERMO – Sono state annunciate oggi le nomine e le questioni inerenti l’intervento regionale See Sicily, presso la sede operativa di Confapi Sicilia regionale (via Emerico Amari 124, di Palermo); durante l’incontro tra la Presidente regionale Dhebora Mirabelli, del referente alberghi Ing. Cesare Madia (CEO Acacia Resort di Campofelice di Roccella e Marina di Ragusa) candidato alla presidenza della filiera Confapi Turismo Sicilia e il referente agenzie di viaggio Tony Cernigliaro CEO di Sicilife, candidato alla sua Vice-Presidenza e del Commissario al Turismo di Confapi Nazionale, Jonathan Morello Ritter.

Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata) è la confederazione italiana da oltre 70 anni al servizio delle piccole e medie industrie. La confederazione rappresenta oggi la sintesi di un ampio sistema: 83mila imprese con più di 800 mila addetti che applicano i 13 contratti nazionali di lavoro firmati da Confapi (dati Inps); 55 sedi territoriali e distrettuali; 13 unioni nazionali e 2 associazioni nazionali di categoria a cui si aggiungono 2 gruppi di interesse.
All’interno della Confederazione è attualmente rappresentato anche il comparto del turismo che tra i suoi iscritti associa le Piccole e Medie Imprese operanti nel settore del turismo ed in particolare; strutture alberghiere; strutture extra alberghiere e servizi collaterali al turismo.

Per Dhebora Mirabelli, Presidente Confapi Sicilia: “Oggi è una giornata importante per la Confederazione delle piccole e medie imprese siciliane perché abbiamo raggiunto con il numero di iscritti associati, un numero di rappresentatività importante e nel settore del turismo. E quindi oggi si costituisce di fatto la filiera Confapi Sicilia dedicata al turismo. La giunta e poi il direttivo ha proposto due nomi molto importanti: l’ingegnere Cesare Madia, titolare e fondatore di Acacia Resort di Cefalù e Marina di Ragusa, che ci sembrava una persona estremamente importante perché ricordiamo che in Sicilia il turismo ha una vocazione soprattutto straniera siamo la prima regione del mezzogiorno per visite di stranieri e il visitatore è un visitatore che ha un alto indice spendente e che si rivolge soprattutto a strutture di 4-5 stelle; come Vice Presidente invece abbiamo voluto nominare e proporre Tony Cernigliaro, un tour operator innovativo, Sicilife, molto digitalizzato e con delle proposte introdotte sul mercato in un periodo difficilissimo come quello degli ultimi anni che si sono rivelate di grande successo. Quindi avere il connubio di un albergatore e di un tour operator ci sembrava fondamentale per risolvere già al nostro interno dei possibili conflitti che possono derivare dai due settori ed essere più efficienti nel proporre al governo e alle istituzioni i giusti provvedimenti e i correttivi per rilanciare il nostro turismo, la ripresa del turismo in Sicilia”.

“In particolare, Confapi Sicilia, nell’ultimo biennio ha avviato su più fronti una forte ed intensa attività a favore delle piccole e medie imprese siciliane, difendendone gli interessi nei confronti di quanti ne pregiudichino lo sviluppo ed avviando nuovi progetti di valorizzazione del territorio e conseguente incremento della presenza imprenditoriale grazie alla collaborazione assicurataci dal sistema bancario e da alcune amministrazioni comunali con le quali abbiamo già raggiunto interessanti intese meritevoli, ci sembra, di essere comunque supportate da ogni Istituzione che voglia perseguire obiettivi di crescita dell’isola. Grazie all’incremento di numeri di iscritti del settore a Confapi Sicilia (circa il 15% della sua compagine associativa); il Commissario al Turismo di Confapi Nazionale, Jonathan Morello Ritter, ritiene essere stato raggiunto il numero minimo per l’istituzione della filiera: Confapi Sicilia Turismo, che chiude: “Il turismo è certamente uno dei settori più colpiti della pandemia e a livello nazionale c’è tanto da fare. Dobbiamo strutturarci e essere in grado a livello nazionale ma anche a livello locale di poter interagire con le istituzioni e con le imprese. Essere un punto di tramite quindi per portare a delle risorse vere per far crescere e ricrescere le imprese”.


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Commenti

    anche i dirigenti della p.A dovrebbero essere liberi da condizionamenti politici e non servi come sono costretti a essere alla Regione che chiama spoil sistem quella che è invece una lottizzazione e una spartizione di bottino, ci si mette d’accordo, salvo cambiare l’accordo fino all’ultimo momento, quello di massimo lucro politico, pacchetti di direttori, menbri cda, commissari, dirigenti di area o servizio che i direttori devono negoziare coi politici. Curriculum, produttività, meriti? ma quando mai, se non ci stai te ne vai in un cantuccio oppure ti trovi un protettore potente però. cortigiani vil razza dannata!

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