"Tutti al centro, fermiamo Salvini | Resto un renziano, ma Miccichè..." - Live Sicilia

“Tutti al centro, fermiamo Salvini | Resto un renziano, ma Miccichè…”

Intervista a Totò Cardinale. "Il presidente dell'Ars ha coraggio. Noi trasformisti? Io sono sempre rimasto fermo. Faraone mi ha deluso".

Europee e non solo
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Certo che ai ‘ragazzi’ della Dc il tempo gli fa un baffo. Pensate a quel giovanotto di Ciriaco De Mita, rieletto sindaco a novantun anni. E Totò, nel senso di Cardinale? Lui si schermisce al telefono, dice che non passa e che non conta. Ma, intanto, gli amici lo cercano per suggerimenti e consigli. E il giudizio politico è affilato come il rasoio di un esperto barbiere.

 Cosa hanno detto le Europee in Sicilia?

“Che c’è molto malessere che si è manifestato anche con il consenso ai cinque stelle in contrasto con il trend nazionale e con il voto a Salvini. La Sicilia si scopre populista”.

Se ne deduce che?

“Che occorre un momento di grande responsabilità dei partiti per arginare il populismo. Vedo molto impegno da parte di Gianfranco Miccichè che apprezzo per la sua generosità”.

In che senso?

“Potrebbe accomodarsi e stare tranquillo all’interno di un’area che in Sicilia ha ancora una larga maggioranza e guadagnare dalla crescita di Salvini e invece lui è un cultore della democrazia parlata e ragionata che si fa nel territorio”.

Viva i moderati, insomma.

“Lei parla con uno che ha lanciato la sfida dei moderati. Certo, appartengo al mondo dei miei tempi, di quelli che si considerano datati. Ma non posso esimermi dal grido d’allarme. E, insisto, Miccichè l’ha raccolto con un impegno che non mi sarei mai aspettato”.

Però, mi scusi, facendo qualche conto. Sicilia Futura sta con Miccichè. Sua figlia Daniela è parlamentare del Pd. Uno dei vostri, Beppe Picciolo, potrebbe diventare assessore con Musumeci, stando ai sussurri dei corridoi. La chiamiamo ubiquità o lo chiamiamo trasformismo?

“Io rimango un renziano convinto. In Renzi ho visto un uomo che spostava al centro gli equilibri del Partito Democratico ripiegati a sinistra. Ricordo pure che sono uno dei fondatori del Pd e che prima ero con la Margherita che aveva percentuali importanti”.

E non le piace Zingaretti.

“Non personalizzo. Ma non mi piace la svolta a sinistra del Pd. C’è una grave mancanza di attenzione al centro. Il Partito Democratico deve capire che da solo non va da nessuna parte e che è destinato alla testimonianza dell’opposizione”.

Tiriamo le fila

“Sicilia Futura era il tentativo di allargare al centro l’area di consenso del Pd. E in Sicilia ci riuscivamo, prendevamo perfino più voti. Trasformismo? Io sto dove stavo prima, con le mie idee. Sempre fermo sono stato”.

E adesso puntate su Miccichè.

“Gianfranco, me lo si lasci dire e ripetere, è un uomo coraggioso e coerente e una figura importante, essendo il presidente dell’Ars. Lui è pure un po’ datato, però meno di me. Ma la presidenza lo aiuta. Lui dice, e condivido: non possiamo andare con i populisti e si appella ai moderati, io voglio un centro riformatore. E’ la stessa cosa, con parole diverse. Ci sono tanti siciliani che attendono un segnale. Purtroppo manca il pensiero politico che non coincide con il tweet o con facebook. La politica si fa nel territorio, ascoltando la gente e confrontandosi con i problemi”.

E Musumeci?

“Mica possiamo nutrire pregiudizi per chicchessia. Mi pare di capire che il presidente Musumeci, e apprezzo anche questo, si ponga il problema di una collocazione che rigetti il populismo. Salvini vuole vincere da solo. Ed è un rischio”.

Lei ha una parola comprensiva per tutti.

“Mah, io resto un riferimento, altrimenti lei non mi avrebbe nemmeno chiamato”.

Riferimento per chi?

“Qualche amico mi cerca. Parlo con Miccichè, con Picciolo, con De Luca. Cerco di dare qualche buon consiglio per ricucire gli strappi”.

Un consiglio a Davide Faraone?

“Gli voglio bene, ma Davide mi ha un po’ deluso e non partecipo al dibattito. Non ho rinnovato la tessera. Pure mia figlia è a disagio, attende gli sviluppi. Vediamo che farà Renzi”.

E Salvini?

“E’ bravissimo e non va sottovalutato. Ha occupato uno spazio politico vero e si è radicato al Sud”.

L’ha visto col rosario in mano?

“Sì”

E da cattolico che ha pensato?

“Mi è venuta subito in mente una parola: blasfemia. E poi un’altra: populismo. Ecco, se non è populismo quello non so cosa possa esserlo”.

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