PALERMO – “U picciriddu si fici grande“, riconosce il putiaro. Anche il mercato può diventare scenario di dissertazioni calcistiche, specie in una città come Palermo dove i rosanero, nonostante qualche turbolenza di troppo patita nelle ultime stagioni, rappresentano una delle rare fonti di sana ebbrezza in tempi grami. E’ il giorno dopo Palermo-Udinese. Si parla di Paulo Dybala, autore dell’ennesima prodezza di un inizio di campionato stellare. E si constata la crescita esponenziale di un talento sino a non troppe settimane fa considerato acerbo per il campionato italiano.
L’appassionato palermitano, che non di rado tende a sfuggire dal cliché del tifoso sfegatato, è un po’ come il padre che riaccoglie il figliol prodigo. Ti sprona, ti fischia, ti contesta. Ma quando sul verde rettangolo che funge da palcoscenico esprimi coraggio, umiltà, estro e fatica, è pronto a riaccoglierti e fare di te il proprio eroe. Cade in fallo chi scambia tutto questo per tendenza a salire sul carro del vincitore. E’ spasmodico bisogno di eroi al netto di un’epoca votata all’antagonismo. Lo furono, negli anni, Toni, Corini, Amauri, Miccoli. Ora tocca a Dybala.
E proprio nel momento più dolce di quest’avventura siciliana, il giovane attaccante argentino festeggia il ventunesimo compleanno. Un numero che rappresenta l’esatta metà del valore (in milioni di euro) attribuito alla sua classe dal patron Zamparini. Il mercato ha le sue regole, la praticità è la regola che ne scandisce tempi e movimenti. E chi tiene in piedi il circo rosanero ha il dovere di ricordarlo. I tifosi, dal canto loro, sperano che il presidente abbia pazienza e si privi il più tardi possibile della loro stella, il cui bagliore illumina la strada verso la salvezza. “U picciriddu si fici grande“. Auguri, Paulo.

