Io conosco un solo modo per ricordati, caro Aldo. Io lo scrivo da tempo e lo ripeto. Ogni volta che visito una persona, ti ho accanto e poggio la mia mano sulla tua. . Ogni volta che uso il fonendoscopio ti sento accanto ad ascoltare il respiro, a sentire il battito di un cuore, a sentire la voce di qualcuno che racconta la sua storia. Ecco Aldo come noi medici tuoi Colleghi possiamo ricordarti sentendoti vivo accanto. Questo io faccio, questo io sento di fare per ricordarti. Un abbraccio fraterno alla Mamma, alla Sorella e al Papà.....


L’autista, dopo aver avvertito l’alcolizzato che non si può salire sui bus in bici, doveva scendere dal mezzo e chiamare la polizia.
Città allo sbando
Ubriaco? allora se la caverà con nulla, almeno lo facciano disintossicare dall’alcool.
Sono un ex autista Amat, lo predico da almeno 25 anni, la cabina dell’autista deve essere ermetica d’acciaio e vetri blindati, addirittura l’autista deve salire da una porta lato sx del bus, non deve avere nessun contatto con i passeggeri, se non con un interfono, in una città come Palermo, dove la gente è avvelenata dall’odio e dall’invidia per chi ha un posto di lavoro, non si può tenere l’autista scoperto alla merce di tutti.
Aggiungo, se il servizio fosse come in una città civile un bus ogni 5″ minuti, molti utenti non sarebbero cosi incarogniti con il personale.