13:18 • Combattimenti clandestini fra cani| dietro il bimbo morto ad Acireale
di RedazioneA sbranare il piccolo Giuseppe Azzarelli, il bimbo di sette anni morto lunedì scorso, non sarebbe stato nessuno dei cani presenti nel terreno in cui la tragedia è avvenuta. Si tratta, infatti, di un cane molto più grosso. Intanto gli investigatori hanno rintracciato il padrone del Doberman che si trovava in quel fondo tramite il microchip installato nell'orecchio. Il padrone aveva denunciato la sua scomparsa tempo fa. Davanti agli occhi dei carabinieri ha sempre più valenza l'ipotesi che quel terreno fosse il "deposito" di cani sfruttati per i combattimenti clandestini.
13:18 • Combattimenti clandestini fra cani| dietro il bimbo morto ad Acireale
di RedazioneA sbranare il piccolo Giuseppe Azzarelli, il bimbo di sette anni morto lunedì scorso, non sarebbe stato nessuno dei cani presenti nel terreno in cui la tragedia è avvenuta. Si tratta, infatti, di un cane molto più grosso. Intanto gli investigatori hanno rintracciato il padrone del Doberman che si trovava in quel fondo tramite il microchip installato nell'orecchio. Il padrone aveva denunciato la sua scomparsa tempo fa. Davanti agli occhi dei carabinieri ha sempre più valenza l'ipotesi che quel terreno fosse il "deposito" di cani sfruttati per i combattimenti clandestini.
13:18 • Combattimenti clandestini fra cani| dietro il bimbo morto ad Acireale
di RedazioneA sbranare il piccolo Giuseppe Azzarelli, il bimbo di sette anni morto lunedì scorso, non sarebbe stato nessuno dei cani presenti nel terreno in cui la tragedia è avvenuta. Si tratta, infatti, di un cane molto più grosso. Intanto gli investigatori hanno rintracciato il padrone del Doberman che si trovava in quel fondo tramite il microchip installato nell'orecchio. Il padrone aveva denunciato la sua scomparsa tempo fa. Davanti agli occhi dei carabinieri ha sempre più valenza l'ipotesi che quel terreno fosse il "deposito" di cani sfruttati per i combattimenti clandestini.
11:09 • “Ho temuto un golpe di mafia”
di RedazioneDi Guido Rutolo (www.lastampa.it) Andò a letto ministro dell’Interno e si svegliò ministro degli Esteri. Era il 29 giugno del 1992. Falcone era già stato fatto fuori, tre settimane dopo sarebbe toccato a Paolo Borsellino. Vincenzo Scotti, fino a quella notte aveva fatto coppia con il Guardasigilli dell’epoca, Claudio Martelli, nell’elaborare e produrre antimafia attiva (decreti, leggi, direttive). Erano mesi di morti ammazzati, di sospetti di tentativi golpisti e di strategie destabilizzanti.
11:09 • “Ho temuto un golpe di mafia”
di RedazioneDi Guido Rutolo (www.lastampa.it) Andò a letto ministro dell’Interno e si svegliò ministro degli Esteri. Era il 29 giugno del 1992. Falcone era già stato fatto fuori, tre settimane dopo sarebbe toccato a Paolo Borsellino. Vincenzo Scotti, fino a quella notte aveva fatto coppia con il Guardasigilli dell’epoca, Claudio Martelli, nell’elaborare e produrre antimafia attiva (decreti, leggi, direttive). Erano mesi di morti ammazzati, di sospetti di tentativi golpisti e di strategie destabilizzanti.
11:09 • “Ho temuto un golpe di mafia”
di RedazioneDi Guido Rutolo (www.lastampa.it) Andò a letto ministro dell’Interno e si svegliò ministro degli Esteri. Era il 29 giugno del 1992. Falcone era già stato fatto fuori, tre settimane dopo sarebbe toccato a Paolo Borsellino. Vincenzo Scotti, fino a quella notte aveva fatto coppia con il Guardasigilli dell’epoca, Claudio Martelli, nell’elaborare e produrre antimafia attiva (decreti, leggi, direttive). Erano mesi di morti ammazzati, di sospetti di tentativi golpisti e di strategie destabilizzanti.