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Un “buco” al Comune

Palermo sull'orlo del dissesto: mancano 150 mln
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Il comune di Palermo è sull’orlo del dissesto. L’allarme è stato lanciato dal ragionere generale Paolo Bohuslav Basile. Il “buco” è di quaranta milioni per il solo 2009. Che va ad aggiungersi alle altre passività portando la voragine del Comune a 150 milioni di euro. Entro trenta giorni palazzo delle Aquile dovrà varare una manovra correttiva di “lacrime e sangue” per i 40 milioni di euro del bilancio corrente. Si annunciano, dunque, ulteriori tagli in tutti i settori e il blocco della spesa. Basile annuncia che saranno autorizzate solo “le iniziative di spesa strettamente necessarie a evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente”. In poche parole il Comune non potrà più spendere un euro.

A bloccare tutto, in questo momento, è la pronuncia del Tar Sicilia che ha bocciato l’aumento della Tarsu varato dalla giunta Cammarata nel 2006 (ad effetto dal secondo semestre del 2007). Questo impedirà, infatti, l’adeguamento del contratto di servizio con l’Amia che potrebbe portare a conseguenza nefaste per l’igiene pubblica della città. Il comune non potrà contare nemmeno sui 23 milioni di euro proveniente dal raddoppio dell’Irpef per foraggiare le casse della ex municipalizzata. Il fallimento, la messa al bando, la riduzione delle ore di lavoro. Secono l’edizione locale del quotidiano “Repubblica” sono tre le ipotesi vagliate al momento per far uscire l’Amia dalla crisi in cui sprofonda.

I rimborsi. Lo spettro che mette paura agli amministratori di sala delle Lapidi è rappresentato dai possibili rimborsi ai cittadini per quanto ingiustamente versato in questi anni con la tassa sui rifiuti (Tarsu). L’associazione “Fare città” ha già aperto uno sportello (in via Catania, 42) per raccogliere le richieste di rimborso. Tra le ipotesi formulate per far fronte ai pagamenti c’è anche quella di utilizzare i fondi dei mutui in devoluzione. Ma, un passo alla volta. La prima emergenza da fronteggiare è il pareggio di bilancio per l’anno in corso.


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