PALERMO – Hanno scardinato il portone d’ingresso, poi sfondato le porte delle abitazioni. Si sono stabiliti lì, e tra loro ci sono anche donne incinte e bambini. Da cinque giorni, all’interno dell’edificio di via Anwar Sadat 60, la notte e il giorno scorrono all’insegna dell’illegalità. Su ogni piano, compreso l’androne del palazzo, c’è qualcuno che fa da “vedetta”, pronto a segnalare la presenza delle forze dell’ordine ai compagni, o l’arrivo dei legittimi proprietari della struttura. Quello che è successo a due passi dall’area che un tempo ospitava la Fiera del Mediterraneo è l’ennesimo caso di occupazione abusiva di locali, ma stavolta a pagarne le spese sono i privati.
“Non è un edificio di proprietà del Comune o della Regione, è nostro”. A parlare per tutta la sua famiglia è Gaspare Marchese, erede, insieme ad alcuni parenti, dell’edificio letteralmente preso d’assalto da venticinque abusivi. “Vivono nei nostri otto appartamenti. Si sono introdotti di nascosto e li abbiamo trovati lì, all’improvviso. Rifiutano ogni dialogo, non capiamo che intenzioni hanno. Anni ed anni di sacrifici della mia famiglia, di mio nonno che aveva anche realizzato un giardino al di là dell’atrio interno, andati in fumo. Abbiamo paura che possano provocare gravi danni alla struttura”.
Lo sfogo di Marchese continua ed è amaro, chiede risposte: “Questa vicenda mi sta purtroppo insegnando che non si è padroni delle proprie cose. Questo è un bene privato, com’è possibile che non si possano prendere dei provvedimenti repentini? Non sappiamo nemmeno se questa gente si sia collegata alla rete elettrica pubblica, perché da fuori intravediamo della luce, ma il palazzo non ne era più fornito”. L’edificio di via Sadat 60, infatti, era attualmente disabitato, come spiega il legale della famiglia, Luca Lo Verde: “Gli appartamenti erano in vendita, ma il mercato immmobiliare è in crisi e stava quindi passando del tempo prima che venissero individuati gli acquirenti”.
“Cinque giorni fa – aggiunge l’avvocato – è avvenuta questa occupazione repentina che vede lievitare ogni giorno i suoi numeri”. La polizia, infatti, nei primi due giorni ha identificato dodici persone, diventate poi più di venti nel giro di poche ore. “Dopo l’intervento delle forze dell’ordine – spiega Lo Verde – è avvenuta l’identificazione degli abusivi, ma adesso stiamo procedendo per fare in modo che il palazzo venga sgomberato. La stessa situazione si è già verificata in un edificio di via Montepellegrino e in un altro in via Juvara. In uno di questi – precisa – gli abusivi abitano da oltre un anno”.
Nel frattempo, i legittimi proprietari dello stabile non riecono nemmeno a varcare la soglia del portone: “Non riesco nemmeno a ripetere le parole che ci sono state rivolte quando abbiamo tentato di entrare in portineria – spiega Marchese -. Ci sentiamo da soli a combattere questa battaglia, non ci aiuta nessuno”.

