Un "simbolo di pace" |per ricordare il giudice ucciso

Un “simbolo di pace” |per ricordare il giudice ucciso

Un “simbolo di pace” |per ricordare il giudice ucciso
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI

Le iniziative a Catania in memoria di Paolo Borsellino

la strage di via d'amelio
di
2 min di lettura

CATANIA – E’ un anniversario “macchiato” dalle turbolenze politiche quello della morte di Paolo Borsellino. In un clima rovente sulla stabilità del governo regionale a Catania, ieri pomeriggio e ieri sera, le celebrazioni in memoria del giudice ucciso dalla mano infima della mafia si sono susseguite con la stessa forza del ricordo che si ripete ogni anno. Un albero di ulivo è stato piantato in piazza Borgo, mentre sotto al Murales delle vittime di mafia e al Tribunale di Catania si sono svolte due iniziative: la prima organizzata da AddioPizzo, la seconda dal movimento Avanguardia.

“Un ulivo per non dimenticare e per mantenere in vita l’esempio del giudice Borsellino e dei ragazzi della sua scorta”. Un simbolo di pace quello “piantato” ieri dal consigliere della municipalità di “Borgo-Sanzio” Orazio Grasso, insieme a semplici cittadini e volontari delle associazioni di quartiere. “Lo scopo è quello di generare nel cuore delle persone il seme della speranza e del riscatto. Un’eredità lasciata da un servitore dello Stato che ha sacrificato la propria vita. Per noi si tratta di un piccolo gesto dal grande valore sociale” – scrive in una nota Grasso.

Davanti al Tribunale di Catania il movimento Avanguardia ha voluto ricordare le vittime della criminalità organizzata. “Oggi anche Catania ricorda il giudice Borsellino con l’auspicio che il suo esempio venga seguito da tutti coloro i quali hanno creduto e credono ancora oggi alla sua opera traendone spunto per una nuova stagione di legalità” ha affermato Sebastiano Flaminio, coordinatore provinciale del movimento.

Alle 18 vicino al murales di via Cesare Beccaria, Addiopizzo Catania, attraverso le parole dei ragazzi delle case famiglia Papa Giovanni XXIII e Arcobaleno, i ragazzi della Comunità Sentiero Speranza-Cenacolo Cristo Re, ed alcuni studenti del liceo classico Gulli e Pennisi di Acireale, ha raccontato le storie del giudice Borsellino e tutte le altre vittime di mafia, “Ricordare è difficile, e non è affatto sufficiente, ma è necessario”.

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI