Vaccarizzo, giovedì |marcia contro la discarica

Vaccarizzo, giovedì |marcia contro la discarica

La Fiom Cgil segnala il caso: "Manifestazione di cittadini e genitori per difendere la salute". Un problema pure per le aziende".

OASI DEL SIMETO
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CATANIA – Giovedì 21 gennaio le famiglie degli studenti della scuola “Fontanarossa” della strada provinciale 212 (pressi località balneare Vaccarizzo), diranno ancora una volta “no” alla costruzione di una piattaforma sita in piena Oasi del Simeto per la lavorazione e la separazione dei rifiuti, la cosiddetta indifferenziata. E lo faranno protestando con un sit in a partire dalle ore 9, nel piazzale antistante l’istituto. La prima protesta era stata avviata dal Comitato per la vivibilità, tutela e salute di Codavolpe/Vaccarizzo lo scorso ottobre, con una manifestazione nella sede del biostabilizzatore della “Sicula trasporti”. Ma da quella data nulla è cambiato. L’amministrazione comunale non ha ancora trovato una soluzione, mentre il timore legato ai cattivi odori prodotti dall’impianto già attivo in Contrada Codavolpe e ai potenziali problemi che le esalazioni potrebbero causare alla salute pubblica, ora si aggiungono al rifiuto della piattaforma che sarà costruita qualche centinaio di metri più avanti dell’impianto già attivo.

Il Comitato si propone “azioni di protesta future perché la situazione è diventata ormai insostenibile- si legge nel volantino diffuso dal gruppo di cittadini- l’inquinamento ambientale prodotto dalle emissioni dei bio stabilizzatori ha già superato i limiti umanamente sopportabili”. L’iniziativa del Comitato è segnalata anche dalla Fiom Cgil di Catania, che si unisce al coro di lamentele dei lavoratori operanti nella zona Industriale: “Le esalazioni prodotte dalla discarica rendono difficile la vivibilità in alcune aree dove risiedono importanti aziende – dice il segretario generale della Fiom Cgil, Stefano Materia- Chiediamo che vengano attivati tutti i controlli necessari che possano portare alla definizione del problema, non escludendo lo spostamento del biostabilizzatore in zone dell’entroterra, distanti da cittadini e luoghi di lavoro”.

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