PALERMO – “Non è una finanziaria di lacrime e sangue ma di rigore e solidarietà”. Così il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, all’indomani dell’approvazione in giunta della manovra finanziaria per il 2016. Gli uffici in queste ore stanno lavorando per assembleare le norme, il testo, composto da una cinquantina di articoli, sarà poi trasmesso all’Assemblea regionale per l’esame nelle commissioni di merito e al Bilancio prima dell’approdo in aula. Dopo la messa in Cattedrale con l’arcivescovo Corrado Lorefice, Crocetta ha riunito il suo staff a Palazzo d’Orleans per gli auguri di Natale.
E poi conversando con l’ANSA ha illustrando la manovra che prevede tagli per 400 milioni di euro, “che – spiega il governatore – non incidono sugli stipendi nè tantomeno sui comuni, ma intervengono su alcune voci”. Confermati i tagli ai gettoni di amministratori e consiglieri comunali con l’approvazione della manovra anticipando dunque le riduzioni che erano previste a partire dal rinnovo degli organismi degli enti locali con le prossime elezioni. Via libera alla sforbiciata sul salario accessorio dei dirigenti della Regione e su distacchi, aspettative e permessi sindacali. Saltata la norma sulla tassa aerea, è stata confermata invece l’ecotassa per quei comuni che non fanno la raccolta differenziata. Istituito il fondo per l’inclusione sociale, la norma, voluta dal governatore, stanzia 200 milioni di euro e prevede sostegno al reddito per i meno abbienti, la cui gestione è demandata agli uffici provinciali del lavoro e ai comuni; 30 milioni invece finanzieranno i cantieri di lavoro, già approvati. “Con queste due misure – afferma Crocetta – diamo risposte concrete ai disoccupati e a chi è in difficoltà economiche, si tratta di interventi a forte impatto sociale”.
*Aggiornamento ore 14.28
Saranno sette i giornalisti che faranno parte dell’ufficio stampa della Regione Siciliana. Lo prevede una norma della finanziaria approvata ieri sera. Il testo è stato riscritto e modificato rispetto a quello iniziale: saranno selezionati gli iscritti all’Ordine dei giornalisti, sia nell’elenco dei professionisti sia in quello dei pubblicisti, eliminato il requisito della laurea, non previsto nel vecchio ordinamento per l’accesso alla professione prima della riforma. “Ai cronisti sarà applicato il contratto nazionale di lavoro della categoria e non quello dei regionali, come era stato indicato nella prima scrittura”, spiega il governatore Rosario Crocetta. I contratti saranno a tempo determinato e legati al mandato del governatore, che ha voluto le modifiche al testo originario presentato assieme al resto delle norme dall’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei. E’ prevista la figura di un capo redattore, gli altri sei saranno inquadrati come redattori. Nel relativo capitolo sono stati stanziati circa 500 mila euro.

