PALERMO – “Insieme con alcuni cittadini del quartiere ed esponenti delle istituzioni locali mi sono recata presso la chiesa di San Filippo Neri, allo Zen di Palermo, dove qualcuno ha crivellato di colpi il portone. Ho voluto ascoltare il parroco, i residenti, i più giovani e le associazioni che operano quotidianamente sul territorio. Sicurezza, legalità, servizi, diritti. Questo è ciò che chiedono e che mi impegnerò a rappresentare a Roma”. Lo scrive sui social la parlamentare di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi, che si è recata sul posto insieme con Brigida Alaimo, assessore al Comune di Palermo, Tiziana d’Alessandro, consigliera comunale, e Vanessa Costantino, consigliera della Città metropolitana.
“Continueranno le operazioni ‘alto impatto’ degli ultimi mesi e saranno accompagnate da altre iniziative su più versanti – aggiunge Varchi -. Lo Zen non può essere ostaggio di alcuni criminali, lo Stato dimostrerà di essere più forte”.
D’Orso (M5s): “Atto gravissimo e inaccettabile”
“Quanto accaduto nei giorni scorsi alla chiesa San Filippo Neri a Palermo, il cui portone secondario è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco, rappresenta un atto gravissimo e inaccettabile. Parliamo di un fatto che fa seguito ad altri ancora in un quartiere, lo Zen, diventato una bomba a orologeria tra intimidazioni, danneggiamenti, spari per strada. Una zona in cui mi sono recata nei giorni scorsi visitando anche la chiesa colpita dal vile gesto. Oggi leggiamo che la deputata Carolina Varchi di Fratelli d’Italia, già vicesindaco di Palermo con deleghe importanti come al Bilancio, Tributi, Legalità e beni confiscati, si impegna a portare le istanze e i problemi del quartiere all’attenzione del Parlamento e del governo. Ben svegliata! Ma è un’attenzione che reputo tardiva perché si tratta di problemi che esistono da anni e su cui noi del Movimento 5 Stelle abbiamo da sempre chiesto il massimo dell’attenzione”. Così, in una nota, la deputata M5S Valentina D’Orso.
“La sicurezza – aggiunge – passa anche da una capillare illuminazione del territorio che allo Zen non è garantita, o dalla rimozione delle carcasse di auto rubate e incendiate, dalla rimozione delle discariche abusive, dall’installazione di impianti di videosorveglianza, dal diserbo delle poche aree verdi presenti per restituirle ai bambini e alle famiglie. Interventi su cui continuiamo a insistere, che però non sono arrivati. Mi chiedo quindi come mai questo interesse di Varchi non si sia trasformato da tempo in atti concreti già quando ricopriva un incarico istituzionale sul territorio. Il suo governo, dovrebbe saperlo, ha dimenticato il quartiere Zen anche in occasione del cosiddetto decreto Caivano bis quando ha stanziato risorse solo per Borgo Nuovo. Auspico che l’intervento sollecitato da Varchi non sia come quello promesso a Borgo Nuovo, disatteso dal governo e tradito da risorse dirottate da altre parti”.
Schillaci (M5s): “Zen fuori controllo”
“La presenza dello Stato o viene avvertita e, direi temuta, allo Zen oppure abbiamo fallito. A poco serve mostrare disagio per ciò che avviene. L’ennesimo atto contro la chiesa San Filippo Neri, nel quartiere palermitano, è solo la punta di un iceberg. Esprimo tutta la mia solidarietà al parroco padre Giovanni Giannalia e ai tanti cittadini onesti del quartiere temono l’escalation di violenza. Purtroppo allo Zen l’emergenza abitativa ha finito per insediare anche gruppi criminali che agiscono con spregiudicatezza tenendo sotto il loro giogo il quartiere e minando la civile convivenza anche nelle altre zone della città, dove non sono mancati atti deliberati di violenza che hanno portato alla individuazione di zone rosse persino nel centro storico e vitale della Città. Lo Zen di Palermo rischia di diventare fuori controllo. Bisogna prenderne atto e serve molto coraggio per agire tentando di invertire una tendenza che ormai è fatta di violenza, sopraffazione e malavita. Le istituzioni agiscano con forza e determinazione. Occorre puntare soprattutto sulla scuola, a partire dalla lotta alla dispersione scolastica e coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati per interventi strutturali che cambino il volto al quartiere. Noi abbiamo portato anche la Commissione Antimafia regionale allo Zen, facendo la nostra parte”. Lo afferma Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana e segretaria della commissione regionale Antimafia.
Alaimo: “Convocherò allo Zen una riunione delle società partecipate”
“Sui recenti episodi criminosi che hanno colpito la chiesa di San Filippo Neri nel quartiere Zen, e a seguito del momento di incontro e di ascolto con la comunità, il parroco e i cittadini, è necessario passare immediatamente dalla testimonianza all’azione concreta”. Lo afferma l’assessore alla Legalità, al Bilancio e alle Partecipate del Comune di Palermo, Brigida Alaimo.
“Per questo motivo – ha aggiunto l’assessore Alaimo -, nei prossimi giorni convocherò tutti i presidenti delle società partecipate comunali direttamente allo Zen per una riunione operativa in loco. Questo al fine di verificare lo stato degli interventi in corso, individuare eventuali criticità, programmare in maniera coordinata gli interventi di competenza delle partecipate e rafforzarne la presenza operativa sul territorio”.
“Lo Zen necessita di un’attenzione costante e strutturata. Gli episodi degli ultimi mesi non devono diventare un marchio condizionante, né alimentare pregiudizi o letture parziali della realtà del quartiere. Le problematiche vanno affrontate con responsabilità, continuità e presenza istituzionale. Lo Stato c’è e deve farsi sentire. Come amministrazione – conclude l’assessore Alaimo – siamo pronti a fare la nostra parte con interventi puntuali, coordinati e continuativi, perché la presenza delle istituzioni non può essere episodica ma deve tradursi in azioni visibili e costanti per il quartiere”.

