Via libera ai prepensionamenti | per gli enti regionali

Via libera ai prepensionamenti | per gli enti regionali

La norma riguarda anche i dipendenti di Camere di commercio. Sì ai trasferimenti dei testimoni di giustizia.

La mini-finanziaria
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PALERMO – Il cammino della mini-finanziaria va avanti a piccoli passi. Sei gli articoli approvati sui 25 che compongono il ddl stralcio, creato per accogliere le norme che non hanno trovato posto nella manovra finanziaria. Sala d’Ercole ha dato il via libera ai prepensionamenti del personale degli enti sottoposti a vigilanza della Regione. La norma prevede che, nelle more dell’approvazione di una disciplina organica, tali enti provvedano alla ridefinizione della propria dotazione organica. Prepensionamenti che riguarderanno anche i dipendenti delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, assunti prima del 1995, purché non vi siano oneri aggiuntivi a carico del bilancio della Regione.

Approvata anche la norma che consente ai testimoni di giustizia assunti dalla Regione di essere assegnati ad altre pubbliche amministrazioni che ne facciano richiesta. Un emendamento del gruppo Lista Musumeci ha esteso per questi soggetti anche la facoltà di optare per il telelavoro. Con il parere favorevole del governo, passa anche la proposta di Forza Italia che blocca le assunzioni di nuovi testimoni di giustizia fino al 2018.

Soddisfatto Toto Cordaro, vice presidente della commissione Antimafia, secondo cui questa norma metterà fine “alla vergogna di testimoni di giustizia che hanno vissuto in questi mesi in una condizione di totale inutilizzazione e di assoluta insicurezza. Dopo tante polemiche, siamo finalmente riusciti a votare all’unanimità una norma organica che  mette insieme la sicurezza dei soggetti interessati e la possibilità di lavorare per amministrazioni diverse”. Saluta con favore la norma anche l’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia. “Con l’approvazione di questo articolo – afferma il presidente Ignazio Cutrò – viene risolto alla radice la questione legata alla sicurezza e alla incolumità di coloro che sono stati assunti e destinati, per motivi di sicurezza, nell’ufficio romano della Regione Siciliana”.

Sala d’Ercole ha salvato il Cru, Consiglio regionale dell’urbanistica, accogliendo un emendamento del Movimento cinquestelle. L’articolo 2 della mini-finanziaria ne prevedeva, invece, la soppressione. Nell’occasione il governo si è rimesso al volere dell’aula. Passa, poi, la norma sui prestiti, dal fondo pensione, in favore del personale regionale in quiescenza e in servizio. Il fondo pensione potrà essere utilizzato a tale scopo per somme non superiori al 90 per cento delle somme spettanti a titolo di indennità di buonuscita o del trattamento di fine rapporto. Prestiti potranno riguardare anche personale in servizio per spese legate agli studi universitari e post universitari per i figli. In tal caso la misura massima è di 20mila euro per ciascun figlio, fermo restando il limite del 70 per cento dell’ammontare dell’indennità di buonuscita o del trattamento di fine rapporto maturato alla data di presentazione dell’istanza. “Una norma di buon senso, un investimento nella cultura e nello studio delle nuove generazioni. E che, soprattutto, non toglie niente a nessuno, visto che utilizza i soldi degli stessi lavoratori”, è il commento dell’assessore alle Attività produttive Luisa Lantieri, che si dice soddisfatta per il modo in cui l’Ars ha accolto la proposta.

Stanziati, poi, 900mila euro per il 2016 per l’adesione della Regione al programma statale di cofinanziamento di sostegno a favore di piccole e medie imprese. Quindicimila euro sono stati impegnati per stipulare convenzioni per l’accesso online al registro delle imprese. Accantonati gli articoli relativi ai lavori in economia nel settore forestale, alle competenze dei dipartimenti del Lavoro e dei Beni culturali, e alle iniziative a sostegno delle start up. L’Aula tornerà a riunirsi martedì prossimo.

Il Movimento cinquestelle, intanto, “boccia” la mini-finanziaria, definita “una legge omnibus, che i partiti cercheranno di cavalcare per saziare gli appetiti degli scontenti del primo turno. Per lo sviluppo, come al solito, dentro c’è ben poco”. Secondo il capogruppo dei grillini Angela Foti, “nonostante le conclamate ristrettezze di bilancio, la vecchia politica non si rassegna e cerca di piazzare nei supplementari i colpi clientelari che non è riuscita a mettere a segno durante i tempi regolamentari della finanziaria. Si parla di resurrezione della tabella H e di emendamenti che puntano a piazzare le solite bandierine piuttosto che affrontare in maniera organica le riforme che tengono appesi ad un filo tantissimi cittadini. Certo – conclude Forti – non sono queste le risposte che la Sicilia aspetta da questo Palazzo”.

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