"Voglio dare qualcosa alla città| La sfida? Migliorare i servizi Amg"

“Voglio dare qualcosa alla città| La sfida? Migliorare i servizi Amg”

Il nuovo amministratore di Amg Mario Butera

L'amministratore di Amg, Mario Butera. "La mia estrazione è di sinistra ma sono e resto un tecnico".

PALERMO – “Perché ho accettato questo incarico? Perché sono nato e cresciuto a Palermo, qui c’è la mia famiglia e questa esperienza mi consentirà di dare qualcosa alla mia città”. Non si è ancora insediato ufficialmente ma Mario Butera, architetto di 45 anni, ha iniziato a prendere confidenza col suo nuovo ruolo di amministratore unico di Amg, la società partecipata del Comune che si occupa di gas ed energia. Dopo la laurea nel capoluogo siciliano, ha studiato a Losanna e Tolone e sviluppato progetti di edifici ad alta efficienza energetica in varie città italiane tra cui Milano, Venezia e Napoli.

Lei ha lavorato molto all’estero, si è occupato di grandi progetti nel settore privato, è considerato un tecnico di livello nel campo delle rinnovabili. Verrebbe da chiedersi chi glielo abbia fatto fare…
“Io sono nato a Palermo, anche se ho svolto le mie esperienze post laurea e lavorative al di sopra di Roma e all’estero. Per questo guidare Amg rappresenta uno stimolo particolare: mi consentirà di fare qualcosa per la mia città. Io sono un architetto ma ho una formazione che mi ha allontanato dalla classica progettazione architettonica , dal momento che mi sono occupato per lo più della parte impiantistica e di produzione di energia. Non ci ho pensato molto sull’accettare o meno, perché si tratta di una sfida interessante che mi consentirà di dare qualcosa a Palermo”.

Non si è ancora ufficialmente insediato?
“No, ma il sindaco ha appena firmato la nomina dei nuovi amministratori”.

Ha avuto modo di conoscere l’azienda?
“Non ancora, aspetto di insediarmi e di confrontarmi col sindaco. Mi sono intanto documentato leggendo i bilanci e approfondendo il tema delle gare d’ambito per le reti gas, ma parto dal presupposto che l’energia è un bene importante per tutti e come tale va considerato”.

Lei in questo momento è amministratore unico, così come previsto per legge. Ci sarà anche un cda?
“Col sindaco non abbiamo ancora affrontato l’argomento, ma a decidere sarà comunque il socio unico”.

La sua nomina è stata proposta da Sinistra Comune. Si considera comunque un tecnico?
“La mia estrazione culturale è di sinistra, per quello che può significare oggi, ma io sono e resto un tecnico. Ho avuto esperienze di amministrazione, ma non ho mai avuto tessere di partito”.

Secondo lei, Palermo di cosa ha bisogno nel campo dell’energia?
“La mia esperienza è maturata nel privato e, ad oggi, i contratti che funzionano sono quelli di prestazione a rendimento energetico: con un rimborso alla società, questa eroga il servizio. E’ uno dei pochi modi per conseguire l’efficienza energetica, dal momento che la società si occupa in toto della gestione di tutti gli aspetti della rete. Nel caso di Palermo la rete è comunale, però il tema è che la manutenzione ordinaria è nel contratto di servizio mentre quello che non è previsto nel contratto deve essere coperto dal socio unico, cioè il Comune. Questo significa che, rispetto al settore privato, le procedure diventano più lunghe. Diciamo che il rapporto tra il Comune e la partecipata deve essere una delle cose da valutare con attenzione”.

Un tema dirimente sarà l’efficienza energetica degli edifici comunali, su cui siamo indietro…
“L‘Unione europea spinge molto sull’efficienza energetica degli edifici pubblici, il tema però è sempre lo stesso: la complessità della macchina burocratica. E’ su quello che bisogna lavorare. Certamente possiamo ipotizzare l’uso di fondi europei per alcuni investimenti, anche se la sfida più immediata sarà un’altra”.

Cioè?
“Per Amg e per il Comune il tema più cogente sono le gare d’ambito della rete gas, su cui l’Italia è nettamente in ritardo. L’obiettivo è la liberalizzazione del mercato dell’energia, così da consentire all’utente di scegliere da quale operatore servirsi, un po’ come già accade nel campo della telefonia. Le reti del gas, cioè le tubature che arrivano fino al contatore, fino a oggi sono state gestite da soggetti in possesso di una concessione dei comuni; nel caso di Palermo, la gestione è di Amg Energia. Le norme invece ci dicono che anche la gestione va messa a gara e i termini sono già scaduti, ma il ritardo è di tutto il Paese: su 177 ambiti territoriali minimi, solo tre hanno bandito la gara ma nessuno ha rispettato i tempi. Il nostro ambito è Palermo città e in questo caso il Comune, che è stazione appaltante, dovrà indire una gara a cui Amg parteciperà al pari di altre aziende, facendo la sua offerta”.

In poche parole Amg corre qualche rischio?
“Il senso della liberalizzazione è di fornire servizi migliori, quindi ad Amg toccherà fare un salto di qualità sempre tenendo presente i suoi limiti: per statuto, l’80% degli introiti devono venire dal Comune. Il punto fondamentale, però, sarà mantenere il servizio nell’ambito del settore pubblico: la sfida sarà migliorare il servizio, lasciandolo ad Amg”.

Vuole dire qualcosa ai dipendenti di Amg, che attendono il suo insediamento?
“Ci dovremo conoscere prima di poter parlare, ma posso assicurare che metterò tutto il mio impegno in questa nuova esperienza”.

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