di DANIELA VACCARO* Libertà è partecipazione, diceva Giorgio Gaber.
Ecco spiegato perché, nell’anno di grazia 2010, gli insegnanti non sono liberi.
La categoria a cui appartengo – bistrattata, sottovalutata, sottopagata – ha però un immenso difetto, che la condanna: è disunita, partecipa poco, si informa ancora meno su quello che sulle sue spalle e alle sue spalle si va architettando.