CATANIA. La confederazione nazionale dell’artigianato è sul piede di guerra perché il fenomeno dei commercianti abusivi ha assunto proporzioni inimmaginabili sino a pochi anni addietro. Catania si risveglia, ogni giorno, “abusiva”. I marciapiedi sono ostruiti da cassette di frutta e verdura posizionate da venditori ambulanti che non emettono scontrino, addirittura le curve delle rotatorie che conducono al porto vengono occupate sistematicamente da venditori di piante e ceramiche. “E’ un vero e proprio esercito dell’illegalità – tuona la Cna in una nota in cui annuncia l’inizio di una settimana di mobilitazione – il rischio è che crolli il sistema delle piccole e medie imprese in regola”.
“Questa realtà – aggiunge la Cna – si inserisce nel quadro drammatico della crisi economica, che ha comportato una riduzione delle imprese artigiane. Le conseguenze della riduzione del numero delle aziende artigiane sull’occupazione, dalla fine del 2008 a giugno 2012, sono state devastanti: -98.000 in Italia, -7.900 in Sicilia, – 2.300 a Catania”. Il rischio è che si chiuda il 2012, secondo i dati della confederazione artigiani, con un calo in provincia di Catania che si aggira intorno al 30%.
“Se non si mette un freno a questo fenomeno – conclude la Cna – si rischiano un’ulteriore impennata nelle cancellazioni dell’Albo delle imprese artigiane, una riduzione significativa degli ordini, dei fatturati, dell’occupazione”.





