PALERMO – Un anno e mezzo di carcere. È la richiesta di pena avanzata dal pubblico ministero Francesca Dessì per l’ex onorevole Giusy Occhionero, sotto processo per falso.
La ex parlamentare di Italia Viva avrebbe dichiarato che Antonello Nicosia, un tempo esponente dei Radicali, era un suo assistente, consentendogli di entrare assieme a lei nelle carceri senza autorizzazione e di avere incontri con i boss.
Solo in un secondo momento, dopo tre ispezioni in istituti di pena siciliani, i due avrebbero formalizzato il rapporto di collaborazione.
Dall’inchiesta sarebbe emerso che, Nicosia entrava e usciva dalle carceri, incontrando anche capimafia al 41 bis, proprio grazie alla collaborazione con Occhionero.
Pedagogista, noto per le sue battaglie in favore dei diritti dei detenuti, Nicosia era considerato un insospettabile. Le indagini lo descrissero invece come “ pienamente inserito in Cosa nostra ” . Parlava come un uomo d’onore, avrebbe progettato insieme a Dimino, danneggiamenti, estorsioni e omicidi.
E, utilizzando il ruolo di collaboratore parlamentare di Giusy Occhionero, ex deputata di Leu, poi passata a Italia Viva, incontrava boss detenuti, dava loro consigli, si accertava che non si pentissero e riferiva all’esterno i loro messaggi. Nicosia è stato condannato a 15 anni di carcere in appello.

