PALERMO – Riuscì a registrare col suo telefonino una delle chiamate in cui gli veniva chiesto il pizzo. Minacce del racket che il titolare della discoteca “Goa” dello Zen denunciò alla polizia, precisando che gli venne chiesto di “mettersi in regola”.
“Credevo si trattasse di uno dei ragazzi che frequenta il mio locale – raccontò Marcello Barbaro, titolare anche de “La Baia del Corallo” – perché la voce era giovane, non poteva avere più di 22 anni. Mi disse che dovevo pagare cinquemila euro a Natale e a Pasqua”. E adesso, le fiamme divampate davanti all’ingresso del locale di via PV 46, celano proprio l’ombra del racket. E’ questa la pista privilegiata dagli investigatori che hanno raccolto stamattina tutti gli elementi per risalire alle cause dell’incendio.
I danni non sono ingenti, ma il gesto sembrerebbe avere tutti i requisiti per essere considerata un’intimidazione. D’altronde, due anni fa, fu il clan dei Lo Piccolo ad entrare in azione contattando telefonicamente il titolare. Le telecamere del circuito di videosorveglianza potranno adesso far luce sulla vicenda. Ma un altro rogo, stanotte, ha provocato panico nella zona di corso Calatafimi. Nel mirino stavolta è finita un’agenzia di assicurazioni di via Pietratagliata, la “Nuova Maa”, davanti al quale ingresso sono stati dati alle fiamme due pneumatici d’auto. Vicino, state posizionate alcune bombolette del gas che però non hanno avuto il tempo di esplodere. L’intervento dei vigili del fuoco è infatti stato tempestivo ed ha impedito il peggio, ma anche in questo caso la pista privilegiata degli investigatori è quella del racket.

