PALERMO – C’è un filo rosso che potrebbe legare episodi diversi. Il minimo comune denominatore è la presenza di giovani che si muovono fra i quartieri Zen e Marinella. Rientrano nella schiera di quei “ragazzi terribili” che fanno della violenza il loro manifesto.
Il giovane accoltellato
L’ultimo episodio è di martedì notte. Un giovane di 19 anni, G.D.B., è arrivato al Pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia dopo essere stato accoltellato a Capaci. La prognosi è riservata, ma non è in pericolo di vita.
L’episodio sarebbe stato preceduto da una lite. Il ferito abita a Capaci, ma ha sempre vissuto fra lo Zen e la Marinella dove insieme ad alcuni amici avrebbe partecipato ad una rissa. Poche ore dopo un gruppo di giovani sarebbe partito da Palermo alla volta di Capaci per quella che potrebbe essere stata una spedizione punitiva.
Ipotesi spedizione punitiva
Davano la caccia al diciannovenne e quando lo hanno trovato lo hanno accoltellato. Perché tanta violenza? Si presume un regolamento di conti fra bande che fanno la voce grossa. La rissa è accaduta poco distante dal luogo dove lo scorso settembre spararono contro una macelleria in piena notte, dopo che se l’erano date di santa ragione durante la festa dei Santi Cosma e Damiano a Sferracavallo.
Una ragazza di 21 anni, incinta, fu ferita di striscio. Si era ritrovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.
La violenza dei ragazzi terribili
Ci sono altri tre episodi che chi indaga sta scandagliando per rintracciare quel filo rosso. A fine novembre scorso qualcuno ha lasciato una bottiglia piena di benzina davanti alle saracinesche di bar, ristoranti e tabaccai a Sferracavallo.
Contemporaneamente una decina di barche sono state bruciate in un rimessaggio a Isola delle Femmine. Forse a qualcuno è scappata la mano. Doveva essere un segnale intimidatorio come quelli di Sferracavallo ed invece sono partite le fiamme. Davanti alle saracinesche delle attività commerciali è stata lasciata una bottiglia di benzina e un biglietto con la scritta “5.000 euro”. Gli investigatori hanno trovato un pizzino con i nomi di alcune attività e accanto delle cifre.
Se davvero si fosse trattato di pizzo allora il gesto della bottiglia avrebbe dovuto essere preceduto dal classico invito a mettersi a posto. Cosa che non è avvenuta tanto che al momento si pensa all’iniziativa di cani sciolti senza autorizzazione mafiosa. Qualcuno per via della sua parentela con personaggi pregiudicati si è arrogato il diritto di agire in maniera plateale. I boss che contano, e nel mandamento di San Lorenzo ce ne sono parecchi in libertà, a cominciare da Calogero Lo Piccolo, non l’avrebbero presa bene.
Il secondo episodio, finora sfuggito alle cronache, riguarda il danneggiamento subito da un negoziante di Villagrazia di Carini. Il terzo e ultimo è una rapina commessa a fine ottobre ai danni del titolare di un bar in via Vittorio Emanuele, a Capaci. Hanno agito in tre e una volta arraffati 200 euro dalla cassa sono scappati a piedi.
Ora il nuovo episodio, sempre a Capaci, in piazza De Amicis, con il ferimento del diciannovenne. Una volta che si sarà rimesso dovrà raccontare la sua versione ai carabinieri. C’è l’ombra dei ragazzi terribili che fanno della violenza il loro manifesto di vita.

